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Mtv Ema 2004: trionfo di Usher e Outkast. Eminem 'censurato'.

Usher, vincitore di due Mtv Ema

Il bilancio dell’11ma edizione degli Mtv Ema 04 è assolutamente positivo. Come spesso accade di questi tempi, ad avere la meglio è stato lo show-biz a stelle e strisce, in particolare quello afroamericano, molto apprezzato anche nel Vecchio Continente. Tre statuette sono andate agli invincibili Outkast, Miglior Gruppo nonché Miglior video e Miglior canzone dell’anno per Hey Ya!. In seconda posizione troviamo invece Usher, che si è aggiudicato due premi, come Miglior artista maschile e Miglior album per il suo Confessions.

Britney Spears, grande assente di quest’edizione, ha strappato il titolo di Miglior artista femminile a Beyonce, Alicia Keys, Anastacia e Avril Lavigne. Ms. Keys è prima nella categoria r&b, i Black Eyed Peas lo sono nel pop, i Maroon 5 i miglior esordienti, i D12 Best hiphop, i Muse Best alternative, i Linkin Park Best rock e, udite udite, Tiziano Ferro è il Miglior artista italiano. Ma veniamo alle curiosità.

Eminem ha aperto lo show portando la ‘questione bellica’ in una cornice degna di un colossal hollywoodiano: nell’Ippodromo di Tor di Valle infatti, rappresentazione scenica e suggestione storica e architettonica si confondevano. Ma chi si aspettava un Marshall Mathers travestito da Jackson ha preso una bella cantonata. Un caso? Tutt’altro: in queste ore infatti comincia a circolare la notizia di una censura dell’ultimo minuto esercitata dai boss di Mtv. L’idea di Slim Shady era di perseverare nella guerra contro Wacko Jacko e di scimmiottarlo on-stage tornando anche sull’argomento pedofilia.

E’ andata diversamente: “I dirigenti l’hanno bloccato quando è diventato chiaro che volesse esagerare”, ha raccontato un testimone oculare al Sun, “Lui (Eminem) voleva ridicolizzare le accuse di molestie sessuali contro Jackson davanti a milioni di spettatori. Ma Mtv non ne era felice. Loro hanno chiesto a Eminem di tornare sui suoi passi e di non umiliare Jackson. Eminem alla fine ha accettato”. E così Marshall Mathers e il suo esercito di bambini si sono dovuti limitare a intonare Mosh - il brano contro il PresidenteBush - e Just Lose It è fatalmente tornata a essere ‘solo’ una canzone.

Un Usher in gessato e un’Alicia Keys inguainata in un trench di serpente, hanno dettato in My Boo, proprio come 20 anni fa avrebbero fatto Michael Jackson e Diana Ross. Beastie Boys, proprio come gli elegantissimi Hives e i romantici Maroon 5, hanno dato una lezione di stile. Acclamatissimi Anastacia e il numero uno di St.Louis, Mr.Nelly, che si è palesato sul palco accanto all’eclettico Pharrell Williams (N.E.R.D. e Neptunes), sempre più glam…e sempre più cantante (!).

La più bella? Naomi Campbell, mentre la delusione più grande l’hanno incassata i Franz Ferdinand, che si sono visti portar via ben due statuette.
Onore a Gwen Stefani, che in una cornice surreale ha intonato la sua prima hit solistica What You Waiting For?, dominando, in una divertente coreografia pop, un nugolo di ballerine del Sol Levante. Congratulazioni a Xzibit, il rapper che ha presentato la serata: magistralmente, con grande energia e, come si dice, faccia tosta. Brava anche la sua partner, Buffy l’ammazzavampiri. Il compito di chiudere la serata è toccato a Tiziano Ferro, che ha regalato Sere Nere alla sua Roma.
Un altro sogno si è avverato.

 

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