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Luciano Ligabue, Stefano Accorsi e Kasia Smutniak a 105 Friends, le foto

Il cantante, questa volta nella veste di regista. è stato ospite con i due attori presentare il suo nuovo film, "Made in Italy".

Luciano Ligabue è tornato a trovare Tony & Ross a 105 Friends, questa volta accompagnato da Stefano Accorsi e Kasia Smutniak. Sono questi ultimi i protagonisti di "Made in Italy", la sua terza fatica nei panni del regista arrivata a 20 anni esatti di distanza dal suo esordio dietro la telecamera, “Radiofreccia” (in cui il protagonista era sempre interpretato da Accorsi), e a sedici dall’uscita di “Da zero a dieci”.

Il termine fatica non è casuale per il Liga quando si parla del film. Lui stesso lo sta usando molto in questi giorni parlando di "Made in Italy", nei cinema dal 25 gennaio, e lo ha usato anche a 105 Friends: "Fare film è molto più faticoso rispetto a fare musica, molto più di concentrazione, molto più mentale e anche meno divertente. Non è che avessi così tanta fretta di farne un altro. Infatti mi sono preso questi 16 anni. Però questa volta non avevo la scusa di non avere la storia. E devo dire che è stata un'esperienza bellissima, anche se faticosa". 

La storia è quella raccontata nell’ultimo, omonimo disco in studio uscito nel 2016 (nella colonna sonora  del film ci sono infatti ben sette canzoni di questo concept album): è una tormentata dichiarazione d'amore nei confronti del nostro Paese attraverso lo sguardo di Riko (Stefano Accorsi), un uomo onesto alle prese con una vita in cui tutto sembra essere diventato improvvisamente precario: il lavoro, il futuro, i sentimenti. Ma proprio quando tutto sembra irreparabile, Riko si dà la scossa per reagire: c'è il matrimonio con Sara (Kasia Smutniak) da salvare, ci sono le amicizie da salvaguardare e bisogna fare i conti con un mondo del lavoro sempre più ostico che mette in crisi le poche certezze.

"Di base questo è un film d'amore - spiega Luciano - È un film sentimentale perché c'è l'amore di una coppia, l'amore per la famiglia, per le radici e quello per il nostro Paese nonostante sia andato 'a ramengo'. Questa cosa, specialmente la storia d'amore tra loro, è diventata più importante grazie alla loro presenza, Quando li ho visti vicini ho detto 'credo che quando li vedranno faranno il tifo per loro'. È una coppia di persone normali che affronta le sue difficoltà quotidiane. Chiunque nel film è una persona per bene, che cerca di stare al suo posto, di fare il suo lavoro, pagandola, perché non è facile in questo Paese essere persone per bene, starsene al proprio posto e non dover fare più fatica degli altri. Loro si ostinano ad essere questo tipo di persone".

Mentre su Stefano Accorsi il rocker di Correggio aveva puntato fin da subito, il nome di Kasia Smutniak per il personaggio femminile è arrivato quasi per caso, durante un pranzo al quale erano presenti Liga, il produttore di Domenico Procacci e Stefano Accorsi. Quando Kasia li ha raggiunti, tra lei e Accorsi è subito nata un'intesa che ha fatto brillare gli occhi del cantante-regista, una chimica che hanno portato anche sul set e che è destinata a colpire gli spettatori: "Per me lei non poteva essere Sara. Era troppo bella per l'idea che avevo del personaggio. È stato bellissimo lavorare con Stefano e Kasia. Il lavoro sugli attori mi è sembrato più appassionante del solito. Ho capito ancora di più quanto difficile sia il loro lavoro, più delle volte precedenti". 

I complimenti sono ricambiati anche dai due attori, che lavorando con Ligabue hanno avuto modo di toccare con mano il grande affetto che la gente prova nei suoi confronti: "Io da grande fan di 'Radiofreccia' mi ricordo il momento preciso in cui mi sono girata e a destra c'era il Liga,a sinistra a Stefano Accorsi e io stavo su un set. È stata una bellissima emozione", confessa Smutniak.

Accorsi, che in quell'esordio cinematografico era presente, ha marcato le differenze tra il primo film e "Made in Italy": "È stato interessante vedere l'approccio di una persona che si rapporta in modo così forte con il suo pubblico lavorare nel cinema. Luciano dice che ha senso fare delle cose se di là c'è qualcuno che le ascolta. È una filosofia molto giusta che purtroppo chi fa cinema purtroppo dimentica spesso. Tu stai raccontando una storia a qualcuno e quel qualcuno va tenuto in considerazione".

"In 'Radiofreccia' - continua l'attore - Luciano lavorava assieme ad Antonello Grimaldi che cercava di esprimere al meglio con il cinema tutto quello che Luciano voleva raccontare. In 'Made in Italy' è stato un capitano solo al comando, con le idee molto chiare e con una grande apertura e disponibilità. L'ho trovato molto sereno nel ruolo di regista". 

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