L'INTERVISTA

Parla Fabiola: "Faccio quello che amo"

Curiosità, desideri e passioni della star di 105 Club Nation che per la prima volta si confessa a 105.net

Origini siciliane, milanese di nascita. Ama il cibo, il vino, gli animali ma soprattutto la buona musica. Fabiola Casà è la voce e il volto di 105 Club Nation, il programma di successo che indaga le nuove tendenze musicali dance e le sonorità elettroniche contemporanee.

Concluse le scuole superiori Fabiola inizia a lavorare per un’etichetta discografica: da quel momento in poi la passione e l’amore per la musica si trasformano in un lavoro.  Una carriera che non si è più fermata e che l’ha vista condurre programmi per altri network radiofonici come Radio Italia Network ma anche per canali satellitari dedicati all’universo dance come Match Music.

Come super potere sceglierebbe l’invisibilità mentre la sua qualità principale è la generosità d’animo.

E se non avesse fatto la speaker?

Andiamo alla scoperta del mondo di Fabiola.

 

Come hai iniziato questo lavoro?

Il primo contatto con questo mondo l’ho avuto dopo aver concluso le scuole superiori. Ho iniziato a lavorare per un’etichetta discografica e poi a 25 anni sono approdata a Radio Italia Network.

Niente gavetta insomma?

Esatto. Non ho fatto come tante persone che fin da piccoli si fanno regalare il microfono di plastica e fanno finta di essere in radio. Ho sempre amato la musica e questa passione mi ha portato a organizzare e animare svariati appuntamenti della scena house: avevo a che fare con il pubblico ma non avevo mai lavorato in radio. Poi un bel giorno mi arriva una chiamata e mi propongono di essere la voce di un programma dance molto in voga all’epoca di Radio Italia Network. Il resto è storia.

 

Avevi già un gusto musicale dance?

In realtà partivo dal mondo rock. Il mio gusto personale si è forgiato ascoltando dischi di gruppi come i Rage Against The Machine, i Rolling Stones, Nirvana. Ascoltavo quel tipo di musica e frequentavo il mondo rock.

Che tipo di musica ti piace?

Dal rock alla dance senza distinzione. Non mi piacciono suoni e canzoni troppo commerciali. Ultimamente mi piace la Future House. Robin Schulz è un giovane DJ tedesco che interpreta molto bene questo genere che sta tornando in voga.

 

Un consiglio a un giovane che vuole diventare DJ?

Internet ha portato grandi cambiamenti. Oggigiorno chiunque può creare una traccia e farla ascoltare, in brevissimo tempo, a milioni di persone. E’ molto più semplice farsi conoscere e ottenere l’attenzione delle case discografiche. Tutta questa facilità porta però i ragazzi a commettere un errore: è sbagliato pensare al business e a come monetizzare prima ancora di aver realizzato la propria musica. Inizialmente i ragazzi non dovrebbero pensare agli sponsor. Dovrebbero pensare solamente a impegnarsi, a cercare la propria voce, il proprio stile musicale. Il resto arriva di conseguenza. I deejay-produttori ormai sono diventati delle vere rockstar con cachet altissimi. A tratti mi sembra che il mondo della musica dance, dei DJ abbia perso un po’ quell’anima underground che è sempre stato il segno distintivo.

 

E’ possibile capire se una canzone avrà successo? Se ci sono, quali sono gli ingredienti giusti?

Non esiste una ricetta per il successo. Alla fine credo in una cosa: il lavoro e l’impegno pagano sempre. Gruppi come i The Chemical Brothers e i Groove Armada, tanto per citarne un paio, riscuotono ancora successo perché dietro alle loro produzioni c’è un grandissimo lavoro.

DJ e club preferiti?

Sven Vath, Carl Cox, Solomun e le nuove leve. Londra e Berlino offrono interessanti situazioni. In generale: a differenza dell’Italia, ci sono nazioni più pronte, culturalmente e musicalmente, ad accogliere nuovi suoni.

  

A proposito di club. Cosa ne pensi della chiusura di questa estate del Cocoricò dopo la tragica morte di un ragazzo. C’è questa relazione tra discoteca e droghe?

Mi chiedo: chiudere un club risolve la questione? E’ pericoloso collegare il mondo e il popolo della notte a quello della droga nonostante la droga ci sia, giri. Non si può negare questa evidenza ma è un fenomeno difficile da controllare: è difficilissimo controllare tutto quello che ha in tasca un ragazzo e quello che potrebbe fare all’interno di un locale. Ti faccio un esempio. Mio padre ha un ristorante. Che cosa potrebbe succedere se un cliente tra il primo e il secondo va in bagno, fa quel che vuole e poi sta male? Viene chiuso il ristorante? La discoteca è più facile da chiudere perché nell’immaginario collettivo è il luogo del peccato e della perdizione. Ma i luoghi della perdizione sono tanti anche i più insospettabili.

Tornando alla musica. Quali sono le tendenze musicali della prossima stagione?

C’è una continua evoluzione della musica. Dall’EDM si sta passando, come dicevo prima, alla Future House. Gruppi come I Disclosure e i Major Lazer, che fino a qualche anno fa erano considerati gruppi di nicchia, sono diventati più mainstream.

Hai fatto anche televisione. Cosa ti piace di più? La radio o la tv?

La radio assolutamente. In radio mi sento molto più libera di esprimere me stessa. Ho la fortuna di lavorare per una radio in cui viene dato spazio al libero pensiero e al libero modo di esprimerlo.

 

Cosa ne pensi dei talent musicali?

I talent danno ai giovani e non l’opportunità di farsi conoscere in maniera veloce, creano delle possibilità che prima non c’erano. Ci sono anche dei contro. Si sta creando un mercato saturo. Inoltre ci sono tanti giovani che, nel tentativo di arrivare rapidamente al successo tralasciano la propria passione, il proprio lavoro ma anche la gavetta e l’impegno.

Quale potrebbe essere la colonna sonora della tua vita?

Non so rispondere a questa domanda. Fin da quando sono piccola ho ascoltato talmente tanta musica differente e ho frequentato ambienti completamente diversi tra loro che non sono cresciuta con una stile unitario, con un’ideologia unica. E’ tutto mischiato e a me paice così.

 

Se dovessi scrivere un’autobiografia quale sarebbe il titolo?

Una delle mie passioni è il vino. Il titolo potrebbe essere In vino veritas.

 

Cosa potresti dire di vero in questo libro?

Tendenzialmente dico la verità. Cercherei di esternare alcuni momenti della mia vita ma che adesso non svelo.

 

Se avessi un super potere quale sceglieresti?

L’invisibilità. Mi piace l’idea di poter andare a curiosare nella vita delle altre persone senza essere vista. Sarei più preparata a tutto quello che mi può capitare. Riuscirei ad ascoltare cose che potrebbero cambiare il corso della mia vita. Mi piacerebbe poter avere anche un altro super potere.

Quale?

Mi piacerebbe leggere nella mente delle persone. In questo modo non perderei tempo con chi non merita la mia amicizia  il mio affetto. Da piccola i miei genitori mi chiamavano Candy Candy perché vedevo nelle persone solo la parte positiva, il bene. Crescendo ho imparato che non è sempre così.

 

Sfrega la lampada magica ed esprimi tre desideri.

Il primo desiderio è la salute. Come diceva mia nonna: se non c’è quella non c’è niente. Il secondo lo dedico all’avventura intrapresa con mio marito con l’apertura di un nuovo locale a Milano che si chiama Fabrique. Il terzo? L’ho dato per scontato ma spero vada bene il mio lavoro in radio. 

La tua qualità principale?

Sono una persona generosa d’animo.

 

Se non avessi fatto la speaker?

Mio padre è un ristoratore. Amo il cibo e il vino. Probabilmente avrei seguito le orme di mio padre, mi sarei messa ai fornelli e sarei diventata un cuoco.

Hobby e passioni?

Adoro gli animali. Mi piacerebbe poter vivere un giorno in mezzo agli animali, in un contesto che mi permetta di condivider la mia quotidianità con tanti animali attorno. Mi piace nuotare, il sole e il mare.

La tua serata perfetta?

Ho due tipologie di serata che rispecchiano perfettamente chi sono e la mia personalità. Tanto quanto mi piace vivere il mondo della notte, fare tardi, tornare a casa la mattina allo stesso modo ho bisogno di stare a casa a guardarmi un bel film, a rilassarmi sul divano e a mangiare qualsiasi cosa.

 

Oltre a essere brava sei anche bella. Che cosa è la bellezza?

E’ quello che hai dentro. La bellezza interiore è l’unica cosa che ti accompagna in tutta la vita.

Hai qualche rimpianto?

Direi di no. Forse l’avrò anche se spero di no. Ho deciso per tanti motivi di non avere figli. Spero che questo non diventi un rimpianto nei prossimi anni.

 

Cosa vorresti fare da grande?

Quello che faccio ora. E poi sono già grande. È questa la cosa bella di essere grandi: che sei già grande e fai quello che ami.

 

Di Luca Mottaran

 

 

 

 

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