Vasco Rossi: siamo solo io

Intervista esclusiva a Vasco Rossi in occasione dell’uscita del DVD “LIVE KOM IN NAPLES”: dal ricordo del padre alla musica, dalla rivoluzione all’idea della politica.

Un’intervista inedita ed esclusiva a Vasco Rossi: un Vasco Rossi che si racconta, mentre su Facebook ha appena lanciato il teaser “Tutto in una Notte - Live Kom in Naples”, anticipazione del film realizzato con le immagini del concerto allo stadio San Paolo di Napoli che uscirà prossimamente in DVD e Blu-Ray. In anteprima il film sarà proiettato in 250 sale cinematografiche dal 14 al 16 marzo.

In questa intervista scopriamo il Vasco Rossi più intimo, più privato, che candidamente si concede alla riscrittura del proprio (d)io. Un Vasco Rossi che rivela la propria debolezza: essere un poeta. Perché essere un poeta oggi è “una vita difficile” più che una vita spericolata: almeno le rockstar avevano una scusa, ma un poeta non ha filtri se non i propri (di)versi. Oggi il poeta non deve lanciare un petalo di rosa nel Grand Canyon, ma ha il dovere di uscire dai recinti di se stesso e di chi lo vuole così…fatalmente Vasco Rossi tra tanti Signor Rossi del rock non solo italiano.

Il Vasco Rossi di questa intervista racconta di un uomo che si guarda allo specchio, ma non si rifugia più nei suoi riflessi. Un uomo che riesce ad andare “Oltre il giardino”, ma soprattutto un poeta che dimostra come per comunicare ai poteri bisogna prima affrontare i postumi.

Cosa pensa Vasco di Vasco Rossi? E Vasco Rossi di Vasco?
Che è un vero “fenomeno”. Che è un uomo molto tormentato, complicato, nevrotico, pieno di insicurezze, dubbi e contraddizioni.

Cos’è il dolore?
Il male di vivere, la depressione, gli sbalzi d’umore e gli attacchi di panico. È il dolore di fondo che provo quasi quotidianamente e che metto dentro le canzoni che scrivo. Quando canto io rivivo le stesse sensazioni del momento nel quale ho scritto la canzone…

Hai perso tuo padre Carlo quando eri molto giovane. La sensazione è quasi che la Tua “carriera” sia una continua dedica ai suoi occhi che tengono per mano, da qualche parte, chissà…
La tua impressione è esatta. Per me lui non è morto completamente. Ho cercato di farlo vivere dentro di me, attraverso di me, introiettando la sua forza e la sua sicurezza.

Un critico musicale, Paolo Giordano de “Il Giornale”, ha scritto che “Il vero Potere di VR è di avere Potere e riuscire a non usarlo”…
Io non ho altro potere che scrivere canzoni. Che parlino al cuore delle persone. Le divertano le stuzzichino le emozionino le commuovano le coinvolgano, nella condivisione di una emozione, fotografata in una storia raccontata con una chitarra in mano o con un gruppo rock che spara a tutto volume un muro di suono selvaggio e bruciante….scusi il tono ispirat-i sterico… Noi siamo qui per portare un po’ di gioia.

Non pensi che in questo momento a parte una rivoluzione interiore ci vorrebbe una rivolta civile?
Ho sempre preferito le rivoluzioni interiori…a quelle civili! Meno cruente. …e sono certo che ci sarà un rinascimento culturale…in questa travagliata confusa avvilita e divisa nazione.

Cèline scrive che “l’amore è l’infinito messo alla portata dei barboncini”…
Direi che è molto bello e chiaro il concetto espresso. Indiscutibile et istruttivo…anche …..molto fine Cèline. Ecco preferirei essere accostato artisticamente come linguaggio a Cèline piuttosto che a Bukowski.

In “Stupido Hotel” nei versi “Farmi la barba o uccidere…che differenza c’è”…io interpreto che uccidiamo, vivendo, la vita (che cresce) tutti i giorni.
Ogni scelta divide. Ogni azione, violenta e modifica necessariamente uno stato di …pace e indifferenza…serenità? Aaah aaah ! vien da dire :ti ho perso ieri. Noi viviamo all’interno di un gruppo di regole di convivenza che ci limitano ma quando siamo soli, disperati e stanchi non consideriamo più le sfumature “morali” o etiche delle nostre azioni. le cose perdono di importanza diventano tutte uguali tutte possibili . in uno stupido hotel dove le regole le fai te la tua immaginazione senza limiti può mostrarti realtà diverse …mondi possibili e universi paralleli….buchi neri….che neanche te lo immagini…

Tu sei (stato) per molti anni padre di te stesso. Com’è essere padre di tuo figlio?
Essere padre è una cosa naturale che “viene” a poco a poco da se. Ti accorgi improvvisamente da un giorno all’altro che saresti disposto a dare la tua vita in cambio di quella di un altro: tuo figlio. Da quel momento, sottilmente, cambia tutta la prospettiva che hai del mondo. Non più tu al centro dell’universo. È un’esperienza molto inter…essante!

Cosa ti ha tolto la musica?
La musica mi ha solo “dato”.

Cosa senti quando capisci che i tuoi fan non comprendono che “vita spericolata” è fare di se stessi un’opera d’arte?
Io credo che i miei fan capiscano perfettamente. Sono alcuni di quelli che hanno scritto e scrivono sui giornali che continuano superficialmente a non capire.

Io credo che i comunisti oggi siano dei fascisti…
Ma no. Fascismo e comunismo sono ideologie molto diverse. anche se nei fatti il comunismo si è sempre realizzato come dittatura il suo ideale di realizzare un mondo più equo e giusto per tutti non è certo una cattiva idea. Che oggi, nella politica italiana, a volte la sinistra sembra più conservatrice della destra è un fatto strano. Ma la situazione è molto complicata e non si può parlarne così semplicemente con degli slogan.

Cosa Ti piace di più in una Donna? Cosa pensi delle groupies? E di quelli che prendono le ferie per vedere i tuoi concerti o ti scrivono le frasi sul muro di casa o vengono a passare il Natale a Zocca?
In una donna mi piace tutto l’insieme. Diciamo l’armonia delle forme ma anche la sostanza del carattere. Poi dipende molto dall’orario ). Le groupies sono il sale e il pepe dei tour…per musicisti, bodyguard ecct. Per me ormai sono passati i tempi delle groupies. Difficilmente riesco a frequentare le hall degli alberghi prima o dopo i concerti. Per motivi vari…di ordine pubblico e di ordine privato. Nei camerini, dopo i concerti, spesso amo incontrare un po’ di gente per fare due chiacchiere e vederli da vicino. Sentire la loro emozione e vedere il loro entusiasmo mi carica molto. Per tutti quelli che vengono a Zocca a cercarmi – mi fa sorridere e mi riempier di “gioia”: ormai è un vero pellegrinaggio, famigliole che stazionano e fanno picnic di fronte a casa mia…ecct)non so cosa dire. Da una parte penso che io non sono mai andato a casa di un mio mito musicale a chiedere un autografo, dall’altra mi fa piacere che ci sia un tale grande affetto.

Di Gian Paolo Serino

@Twitter: GianPaoloSerino

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