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Fedez lascia la SIAE per la Soundreef: e ora?

Il rapper milanese ha ufficialmente firmato con la Soundreef per la gestione dei suoi diritti, abbandonando la SIAE. Ma cosa cambia davvero?

Fedez lascia la SIAE, e in poche ore il mondo della musica italiana piomba nel caos. Il rapper milanese ha infatti preferito affidare la gestione dei suoi diritti alla Soundreef, una start up londinese fondata e gestita da due italiani. La faccenda è però piuttosto complessa.

Dal 1941 infatti esiste una legge che dice a chiare lettere che la gestione dei diritti d’autore, diretta e indiretta, è a carico esclusivo della SIAE. Fino al 2014 per i musicisti era obbligatorio essere iscritti per vedersi riconosciuti i diritti sulle proprie opere. La decisione presa da Fedez è resa possibile da un cavillo: una direttiva del Parlameto Europeo del 2014, secondo la quale ogni autore è libero di affidare la propria opera a qualunque società. La normativa però non è ancora stata recepita in Italia, sebbene dovesse essere approvata in teoria entro il 10 aprile scorso. Il Ministro Franceschini, che in un primo tempo sembrava favorevole all’approvazione del decreto, ora si dichiara titubante, in quanto all’estero saremmo invidiati perché avere una sola società di tutela dei diritti, per di più statale, semplifica parecchio le procedure. La SIAE, comunque, ha diffuso un comunicato in cui garantisce la legittimità della scelta di Fedez, anche se si dichiara dispiaciuta di aver perso uno dei suoi oltre 80.000 iscritti.

A cosa è dovuta quindi questa decisione, apparentemente verso l’insicurezza? Stando a quanto dichiarato da Fedez, dalla ricerca di trasparenza. Infatti la SIAE ha tempi di pagamento molto lunghi e spesso non è chiaro da dove provengano di preciso i pagamenti. Soundreef, diversamente, consente ai singoli artisti di controllare online in diretta l’utilizzo dei propri brani, non solo per quanto riguarda i live, ma anche i passaggi in radio e televisione, come pure l’utilizzo come sottofondo in pubblicità e film. Attraverso il metodo analitico, la start up riesce a pagare i musicisti con tempi che si aggirano tra i 7 e i 90 giorni (contro i 6-12 mesi teorici della SIAE, che a volte vengono protratti fino a 3 anni) e in maniera proporzionata al numero di passaggi del singolo brano. La SIAE invece utilizza il metodo statistico, che come dice la parola stessa, non tiene conto del numero preciso di utilizzi del brano. Per questa ragione il compositore non è in grado di tracciare i passaggi dei propri pezzi, e inoltre i compositori minori vengono penalizzati, al punto che alcuni preferiscono non proteggere i propri brani col copyright, in quanto sono più i soldi che spendono per l’iscrizione di quelli percepiti per i diritti.

D’altro canto è vero che per società grandi come la SIAE è più facile difendere i diritti degli artisti iscritti e garantire uniformità dei servizi. Inoltre è un valido supporto allo Stato per il controllo delle entrate e quindi raccoglie dati utili ai fini dell’accertamento dell’IVA di chi lavora nel settore dello spettacolo, servizio che società come Soundreef non sono in grado di offrire.

Va detto anche che, mentre Soundreef chiede di segnalare solamente se si usano brani dei propri iscritti, la SIAE dà per scontato che in un concerto si sfrutterà almeno un brano del suo repertorio, dato che gli iscritti sono davvero moltissimi (tra italiani e stranieri, le cui collecting society sono accordate con lei) richiede di certificare anche quando NON si usano brani dal loro repertorio, ed eventualmente di allegare una registrazione della serata per accertare i documenti. La SIAE applica ancora spessissimo le proprie regole in modo molto conservatore e, come già detto, molti passaggi non sono chiari.

La scelta di Fedez può portare verso due strade: o il mercato dei diritti d’autore verrà aperto a società private, come Soundreef appunto, o la SIAE dovrà ammodernare parecchio le proprie regole, o il modo di applicarle, per non correre il rischio di una fuga di artisti, dato che è legalmente consentita. Quel che è sicuro è che una rivoluzione sta cominciando.

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