Al via la finalissima del 63esimo Festival di Sanremo

Music Biz

Sabato 16 febbraio 2013

Al via la finalissima del 63esimo Festival di Sanremo

I 14 Big in gara si contenderanno il titolo del 2013. Gag pre-elettorale di Bisio, che conquista l'Ariston dribblando la par condicio

Al via la finalissima del 63esimo Festival di Sanremo Luciana Littizzetto vestita da "farfallina"

L'Italia, come il resto del mondo, sta attraversando una crisi profonda: economica, sociale e culturale. Le elezioni sono alle porte, papa Benedetto XVI abbandonerà presto il suo pontificato, e, piaccia o no, è proprio Sanremo, riuscitissimo nell'edizione affidata a Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, a distrarre il grande pubblico televisivo da questa infausta congiuntura. "(Fazio e la Littizzetto) Hanno portato una ventata di modernità", ha sottolineato la campionessa olimpica Federica Pellegrini, ospite lo scorso anno, in una breve intervista rilasciata a Vincenzo Mollica nel corso del TG1. Bando alle ciance, sono quasi le 21 di sabato 16 febbraio e lo spettacolo deve cominciare. E comincia alla grande, prima sulle note della Cavalcata delle Valchirie di Wagner e poi con la Marcia trionfale dell'Aida di Giuseppe Verdi eseguite dall'Orchestra sinfonica di Sanremo diretta dall'illustre maestro Daniel Harding.

"Lei è la vera trionfatrice": così Fazio introduce Lucianina Littizzetto, la quale, in un vistoso costume da farfalla, evoca - a modo suo - la pruriginosa prodezza di Belen dell'edizione 2012. Il conduttore saluta la Giuria di qualità presieduta dal compositore Nicola Piovani e dà lettura della classifica provvisoria, che al primo posto vede Marco Mengoni, in gara con "L'essenziale" e super favorito di questo Festival insieme ai Modà e a Chiara, altra stella nata, proprio come lui e come il vincitore della sezione Giovani Antonio Maggio, nell'accademia televisiva di XFactor.

Il primo cantante a entrare nell'arena dell'Ariston è il crooner Raphael Gualazzi, che si gioca il tutto per tutto con la struggente ballata pop/jazz "Sai ci basta un sogno". La corsa al podio si interrompe perchè Lucianina, elegantissima nel suo (vero) abito rosso, legge l'appello dell'Orchestra sinfonica di Sanremo, la sopravvivenza della quale è a rischio a causa dei soliti, odiosi tagli alla cultura. Rais, assente ieri sera per rispettare lo Shabbat, torna sul palco con i suoi Almamegretta e il "dub partenopeo" ("Mamma non lo sa"), Daniele Silvestri riporta un pizzico di sobria romanità intrisa di umanità con "A bocca chiusa" e i Modà, acclamatissimi dal pubblico in sala, intonano per l'ultima volta commovente "Se potessi non morire". Difficile, tornando indietro con la memoria, ritrovare un Festival nel quale ogni canzone, ogni interprete o cantautore in gara, abbia lasciato una traccia di sé. E' una kermesse tutt'altro che sguaiata, quella di quest'anno, ma fatalmente più vicina alla gente, segno che qualità, buon gusto e misura sono valori anche per noi italiani.

E' tempo di rifarsi gli occhi. Bianca (Balti), la top model lodigiana chiamata a impreziosire l'ultima serata, fa il suo ingresso. In bianco. Il primo degli sfarzosi abiti in pizzo firmati appositamente per lei da Dolce & Gabbana. Lucianina non perde occasione per sparare una raffica di battute. Ed è Bianca, consorte del fotografo romano Christian Lucidi e mamma della piccola Matilde, a presentare Simone Cristicchi ("La prima volta (che sono morto)"). Si torna a respirare l'aria del capoluogo campano con Maria Nazionale ("E' colpa mia"), interprete tanto lontana dal pubblico radiofonico quanto vicina a quello televisivo più nostalgico. Ad appagare i giovani in ascolto ci pensa Annalisa ("Scintille"), elegante e radiosa, voce preziosa nata nel talent show Amici.

Le telecamere indugiano su Luciana Littizzetto e il suo monologo delizioso sui "Diversamente belli", proprio come lei, perchè, schrza, "Se Ruby era la nipote dello zio Fester voglio vedere se era fuori a cena tutte le sere". Una breve interruzione ed è il momento di Lutz Forster, danzatore esimio della Compagnia di Pina Bausch. Un altro asso nella manica dell'eclettico Fazio. La gara è già a metà, è il turno di Max Gazzé ("Sotto casa"), che ri ripalesa sul palco con un sinistro occhio azzurro posticcio. Uno solo. Il perchè non è proprio cristallino, del resto il regolamento impone ai conduttori di non perdersi in chiacchiere durante le presentazioni nel rispetto di una sorta di par condicio tra concorrenti.

Fazio ha un regalo per la sua Lucianina, il rugbista - pilone della Nazionale italiana - Martin Castrogiovanni. "Lui è il pilone tu (Fazio, ndr) il pirlone", scherza la Littizzetto, prima di aggiungere "Parla come Belen". "Però non ho la farfalla", risponde a tono il super campione. Fazio rimedia la gloriosa maglietta n°3, e la sua partner incalza: "La palla (nel rugby) è ovale perchè vi ci sedete sopra?". E ancora: "Hai mai fatto un calendario?". E bacia lo sportivo con impeto. Martin Castrogiovanni lascia il posto a Chiara e al suo tango romantico ("Il futuro che sarà"). I decimi a sfilare sono i Marta sui tubi ("Vorrei"). E subito dopo, Bianca Balti e Luciana Littizzetto prendono in mano le redini della conduzione lasciando che un Fazio-valletto si conceda la temutissima scalinata e presenti la performance di Malika Ayane ("E se poi").

E' il momento di farsi due risate con Claudio Bisio. Bisio che, proprio come Crozza, fischiato in sala martedì sera dopo aver azzardato la parodia di Berlusconi, gioca fuori casa. Motivo in più per non lanciarsi a gamba tesa in terreni ostili come quello del teatrino della politica. "Finché ci sono loro non si va da nessuna parte", incalza a sorpresa il comico dribblando la par condicio e invitanto il pubblico a intonare in coro "A casa, a casa, a casa..". La caricatura della classe politica è sdoganata, seppur senza fare nomi. E, accompagnata da un assolo di tromba del bravissimo Daniele Moretto, si snoda in un amaro monologo che non risparmia nemmeno Silvio. E i corrotti. E l'ipocrisia di certi sedicenti cattolici. L'ipocrisia e il qualunquismo degli italiani, insomma, "i veri mandanti" della casta che governa il Paese. "Comunque sia", raccomanda Bisio ai telespettatori, "la prossima settimana votate bene".

Ha inizio l'ultima manche. Elio e le Storie tese guadagnano il palco in un'inedita versione-sovrappeso. Gli applausi e le risate si confondono, segno, forse, che la "Canzone mononota" potrebbe aver fatto un bel balzo in avanti nella graduatoria Festival. Possibile, ma poco importa, perchè la sensazione è che, podio a parte, l'Italia ricorderà per un pezzo questa 63esima edizione e tanti suoi protagonisti. A cominciare da Marco Mengoni ("L'essenziale"), super favorito nei pronostici nonché primo in classifica fino all'inizio della diretta di questa sera. L'ultima chiamata, per la coppia - solo nella musica (?) - Simona Molinari e Peter Cincotti ("La felicità"), è affidata alla Littizzetto, che la fa in braccio al rugbista Martin Castrogiovanni. La gara è finita. E allora chi salirà sul podio? Prima di scoprirlo c'è il momento più atteso, Bocelli, al quale seguirà la lettura della graduatoria semifinale che determinerà l'identità dei tre cantanti che si giocheranno il titolo. Il conto alla rovescia è iniziato.

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