Musica, parole e commozione alla cerimonia per Jackson. La figlia Paris: “E’ stato il miglior padre che possiate immaginare”

La folla di fan davanti allo Staples Center di L.A.
“Da quando sono nata”, ha detto Paris Jackson in lacrime prima di cercare rifugio tra la braccia della zia Janet, “papà è stato il miglior padre che voi possiate immaginare. Voglio solo dire che lo amo tanto”. Si è conclusa così, con poche parole dense di amore, tenerezza e sofferenza pronunciate quasi a sorpresa dalla figlia undicenne di Michael Jackson, la cerimonia pubblica organizzata allo Staples di Los Angeles – e trasmessa in diretta televisiva e web in tutto il mondo – per dire addio al re del pop, scomparso improvvisamente il 25 giugno in seguito a un arresto cardiaco. I tre figli della compianta superstar, il primogenito Prince Michael, la secondogenita Paris e il piccolo Blanket, erano tutti lì, in prima fila, a pochi passi dal feretro dorato del loro papà, e circondati dalla famiglia Jackson, la loro famiglia, al completo. L’anziana mamma Katherine, destinataria della gran parte del patrimonio del figlio e della custodia dei tre nipotini, il controverso papà Joe, le sorelle Rebbie, LaToya e Janet, e naturalmente i cinque fratelli - tutti in completo nero, ma con il guanto bianco reso celeberrimo del loro fratello - Tito, Jakie, Jermaine, Marlon e Randy.

Sul quel palco ha sfilato un pezzo di storia della musica. E’ vero, all’appello mancavano alcuni degli amici più cari del divo di Thriller - Liz Taylor, Anjelica Houston, Diana Ross, Nelson Mandel e il produttore Quincy Jones non se la sono sentita di apparire in pubblico in questa circostanza - , ma c’erano altri personaggi di spicco della cultura afroamericana a lui legatissimi da lungo tempo, come il fondatore della Motown Berry Gordy, il leggendario Smokey Robinson, Lionel Ritchie, i campioni Magic Johnson e Kobe Bryant, Queen Latifah e il reverendo Al Sharpton. Sul palco sono saliti anche Usher, che commosso ha interpretato la toccante Gone Too Soon (Da “Dangerous”, del 2001), Mariah Carey e Trey Lorentz, che hanno duettato sulle note di I’ll Be There, Stevie Wonder, che ha omaggiato Michael con due classici del proprio repertorio – “Never Dreamed You’d Leave In Summer” e “They Won’t Go Then I Go” -, il premio Oscar Jennifer Hudson, il piccolo campione del talent-show Britain’s Got Talent Shaheen Jafargholi e la seconda fidanzatina di gioventù di Jackson, l’attrice Brooke Shields, che con un discorso spontaneo e improvvisato ha ricordato i momenti belli della loro amicizia e introdotto l’esibizione, davvero intensa, di Jermaine Jackson sulla canzone preferita dal re del pop, Smile, il capolavoro di Charlie Chaplin.

A parlare per la famiglia Jackson, al termine di questa cerimonia coinvolgente, drammatica, ma nel contempo sobria ed elegante, è stato il fratello Marlon che, in lacrime, ha detto: “Michael, quando ci hai lasciato, una parte di me se ne è andata con te”. Ora il mondo, orfano della più grande star di tutti i tempi, e – va detto – finalmente consapevole di aver perso un intrattenitore ineguagliabile e un uomo tanto eccentrico quanto complesso, geniale e generoso, vuole sapere se verrà sepolto, come avrebbe voluto, nell’amato Neverland Ranch, vuole sapere come e con chi cresceranno i suoi figli, e soprattutto vuole sapere, come e perché il re del pop è morto.

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