Laura Pausini regina del latin-pop. Ma i Grammy premiano Beyonce. E ricordano di Jackson..

Laura Pausini sul palco degli Ascap Latin Awards
Laura Pausini superstar. Nuova vittoria della cantante romagnola, premiata Oltreoceano con un Ascap Latin Award, il quinto della sua carriera, nella categoria “pop ballad”. Stavolta, a farle guadagnare la prestigiosa statuetta è stato il brano En cambio no, popolarissima versione spagnola di E invece no, hit realizzata con la complicità dei fedelissimi autori e produttori Paolo Carta e Niccolò Agliardi, ed estratta dall’album bestseller Primavera in anticipo. Nel frattempo, a Los Angeles, i riflettori erano puntati su un’altra icona dello show-biz al femminile, la bella, e a quanto pare imbattibile (!), Beyonce.

Grammy da record per Beyonce. Lo Staples Center di L.A. era tutto per lei. La più bella – e sexy - di tutte, l’autrice e interprete pop/r&b più amata dal pubblico globale, la moglie del potente rapper Jay-Z - anche lui premiato con una statuetta -, si è portata a casa ben sei dei riconoscimenti più ambiti (Miglior canzone r&b, Miglior artista r&b, Miglior performance r&b ecc..), ma non il premio per il Miglior disco dell’anno, che è andato ai rivali Kings Of Leon. Dietro Bee, la giovanissima Taylor Swift con 4 Oscar della musica, e a seguire l’eccentrica Lady Gaga, che ha aperto la serata con un’esibizione pirotecnica al fianco di Sir Elton John, e gli immancabili Black Eyed Peas. I momenti più toccanti del galà di premiazione dei Grammy Awards, tuttavia, sono stati la performance di Andrea Bocelli, che si dice stia preparando una nuova versione di We Are The World insieme al produttore Quincy Jones e altre superstar del firmamento musicale, e il tributo al compianto re del pop Michael Jackson, destinatario di un premio postumo alla carriera. A ritirarlo i due figli più grandi del re del pop, Prince, 12 anni, e Paris.

“Papà avrebbe dovuto essere qui..”, ha detto la piccola Paris, “Papà avrebbe dovuto esibirsi (Ai Grammy Awards) quest’anno, ma non è successo. Grazie, ti vogliamo bene papà”. Il vero “speech”, tuttavia, è toccato al primogenito di Jackson, Prince Michael, che introdotto da un grande amico e collaboratore del padre, Lionel Richie, e sostenuto sul palco dai cugini Taj, TJ e Taryll (I tre figli di Tito Jackson, gli stessi che qualche anno fa, sotto il nome di 3T, riscossero un discreto successo con la hit Why), ha detto: “Siamo orgogliosi di essere qui a ritirare questo premio per nostro padre Michael Jackson. Prima di tutto vogliamo ringraziare Dio per aver vegliato su di noi negli ultimi sette mesi, e la nostra nonna e il nostro nonno per il loro amore e il loro supporto. Vogliamo anche ringraziare i fan che nostro padre amava così tanto perché c’erano sempre per lui. Nostro padre era sempre preoccupato per il Pianeta e per l’umanità…In tutte le sue canzoni il messaggio è semplice: “amore”. Noi continueremo a diffondere il suo messaggio e ad aiutare il mondo. Ti amiamo papà”. A rendere omaggio a Michael Jackson ci hanno pensato il leggendario Smokey Robinson, Celine Dion, il premio Oscar Jennifer Hudson, Carrie Unferwood e l’r&b star Usher, che sullo sfondo di uno spettacolare video in 3D originariamente confezionato per il tour This Is It, e duettando con la voce inconfondibile di Michael, hanno intonato la bellissima Earth Song.

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