Il papà di Amy Winehouse: "Salveremo i ragazzi dalle droghe"

Mitch e Amy Winehouse
Mitch Winehouse ricorda la morte della figlia Amy. 60 anni, di professione taxista nella sua città, Londra, quando apprese della morte della figlia si trovava lontano da casa e dalla famiglia, a New York, dove di lì a poco avrebbe debuttato nel tempio del jazz di Manhattan, il leggendario Blue Note. Era a un passo dalla realizzazione di un altro sogno della sua vita, il signor Mitch Winehouse, orgoglioso del successo planetario di sua figlia Amy e finalmente pronto ad affrontare il palcoscenico in prima persona. Certo non poteva immaginare che proprio quel maledetto 23 luglio sarebbe arrivata la telefonata che concretizzava il peggiore dei suoi incubi. All’altro capo del filo c’era Andrew, la guardia del corpo di Amy, in lacrime. “Disse che era accaduto qualcosa di terribile”, ricorda Mitch, “Amy era morta.. All’inizio non riuscivo a capirlo. Ero come di ghiaccio.. Gli dissi di dirmelo ancora. (…) Entrai in un terribile stato confusionale. Dovetti sedermi. E il volo (Di ritorno a Londra, ndr) fu orrendo. Nella mia testa mi dicevo, ‘Smettila di pensare a Amy’.. Avevo soltanto bisogno di tornare da mia moglie Jane e dalla famiglia”.

L’ultima bevuta prima della disintossicazione. Sarebbe stata l’ultima sbronza prima della definitiva disintossicazione, questa è la verità alla quale si è aggrappato papà Mitch da quando sono stati divulgati i risultati dell’autopsia della figlia. Il referto parlerebbe chiaro: nel corpo della cantante c’erano soltanto tracce di un farmaco usato nelle terapie contro gli stati ansiosi e l’astinenza da alcol, il Librium. Niente droghe dunque, le solite speculazioni dei media. Per il signor Winehouse, nemmeno il turbolento ex marito di Amy, Blake Fielder-Civil, avrebbe una responsabilità diretta in questo tragico evento. “Gli do la colpa di tante cose”, ha ribadito Mitch, “Lui l’ha fatta entrare nel tunnel delle droghe pesanti. Ma la sua morte è stato un terribile incidente. Una sua responsabilità. Le venne detto che se avesse tentato di disintossicarsi senza il controllo medico sarebbe potuto accadere..”.

Papà Mitch: “Salveremo i ragazzi dalle droghe”. Nei prossimi mesi il coraggioso Mitch Winehouse si dedicherà alla creazione della Amy Winehouse Foundation, un’associazione senza scopo di lucro che aiuterà i giovani a uscire dalla dipendenza dalle sostanze stupefacenti. Con il suo talento incredibile e soli due album, Amy era diventata una delle stelle più luminose – e una delle cantautrici più rispettate da media e colleghi illustri - della musica internazionale. Ma era anche “una ragazza adorabile con delle fragilità umane”, ricorda il papà, “Aveva un super talento - continua - Una volta cercò di spiegarmi come scriveva le canzoni. Sembrava Albert Einstein che cerca di spiegare la teoria della relatività. E non si accorse che io non capii nulla.”. Bei ricordi. Che Mitch Winehouse vuole trasmettere ai ragazzi per aiutarli a uscire dalla tossicodipendenza. O per impedire loro di cadere in quella trappola mortale. “Voglio che Amy diventi un modello. Non lo è sempre stata, per ovvie ragioni, ma ora abbiamo un’occasione”.

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