Chi ha paura dell'autobiografia di M.I.A.?

La 37enne Mathangi 'Maya' Arulpragasam, in arte M.I.A.
Ha poco meno di 37 anni e soltanto tre dischi al proprio attivo, ma M.I.A., al secolo Mathangi ‘Maya’ Arulpragasam, è già pronta per la sua prima autobiografia. La cantante londinese di origini cingalesi conquistò la popolarità globale nel 2008 grazie alle due versioni della hit “Paper Planes” e al brano “O…Saya” snocciolati dalla colonna sonora del blockbuster cinematografico “The Millionaire”, ma il suo successo Oltreoceano, dove nel 2005, in occasione della pubblicazione dell’album di debutto “Arular” la rap star Nas la definì pubblicamente “Il futuro”, è iniziato dieci anni fa. Canzoni del film a parte, se in Italia M.I.A. è forse più nota per aver recentemente alzato il dito medio a favore di camera durante l’esibizione in diretta Tv sul palco del SuperBowl al fianco di Madonna che per i suoi album, Oltremanica e Oltreoceano, così come in Asia, è una popstar di prima grandezza con un passato familiare controverso. E con un contratto con la Rizzoli già in tasca per la pubblicazione di un libro definito dalla nota casa editrice come “una monografia autobiografica illustrata”. La vera storia di M.I.A., nei negozi nel mese di ottobre, snocciolerà oltre 300 immagini e, anticipa Rizzoli, “numerose dichiarazioni inedite” della cantante, tra esternazioni di vario genere e rivelazioni, alcune di carattere politico-religioso, che secondo i più informati potrebbero risultare piuttosto scomode. Non a caso M.I.A. è la figlia di un ingegnere e scrittore indù, Arul Pragasam, fondatore – nonché membro fino al 1987, quando lasciò l’organizzazione per assumere il ruolo di negoziatore pacifico – dell’Eelam Revolutionary Organisation of Students (EROS), un gruppo di attivisti impegnati - anche con la violenza - nella lotta contro lo stato dello Sri Lanka in difesa della minoranza Tamil. Una parentesi tutt’altro che chiusa, si direbbe, anche in casa Arulpragasam. Lo dimostra il duro scambio di “tweet”, la settimana scorsa, tra M.I.A. e un giornalista della CNN, Anderson Cooper, colpevole, secondo la cantante, di averla definita una terrorista soltanto per aver scritto del genocidio della popolazione Tamil nel suo Paese d’origine. Perché quando si parla di M.I.A., oltre alla musica, alla quale la ragazza tornerà presto con un nuovo album anticipato dal singolo “Bad Girls”, c’è di più.

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