Guai finanziari per Rihanna, che fa causa ai suoi commercialisti

La superstar delle Barbados truffata per milioni di dollari si appella alla Corte Federale di Manhattan, NY. La prima udienza in settembre.

Robyn Rihanna Fenty, in arte Rihanna

La superstar delle Barbados truffata per milioni di dollari si appella alla Corte Federale di Manhattan, NY. La prima udienza in settembre.

E’ il turno di Rihanna. Segno dei tempi, abuso di droghe e declino artistico a parte, in cima alla lista degli spauracchi delle superstar di grosso calibro c’è il tracollo finanziario provocato da manager veri o sedicenti tali, parenti avidi, commercialisti sleali e consulenti finanziari inetti. Basti pensare a personaggi come Michael Jackson, schiacciato dai debiti nonostante le entrate stellari, o ancora a Beyoncé, che non molto tempo fa ha dovuto licenziare in tronco il suo papà manager. L’ultima – presunta – vittima di questo male diffuso nello star-system è Rihanna, che pochi giorni fa ha depositato una citazione in giudizio presso la Corte Federale di Manhattan, New York, contro la Berdon LLP, colosso al quale la diva delle Barbados affidò in passato la gestione dei propri affari. “Nonostante abbia guadagnato milioni di dollari durante la gestione Berdon”, recita il documento redatto dai legali di Rihanna, “la signora Fenty (Così, Robyn Rihanna Fenty, si chiama in realtà la superstar delle Barbados, ndr) ha appreso che le proprie entrate, al netto del pagamento a favore della controparte delle spese e di commissioni sproporzionate, corrispondono soltanto a una frazione di tale somma”. In tre parole, una bella fregatura. Anzi, una serie di fregature. Ragion per cui, tra le accuse formalizzate da Rih, oggi 24enne, contro la Berdon LLP e altre due società, figurano la negligenza e l’inadempienza contrattuale. Ma c’è di più. Rihanna ingaggiò la Berdon nel 2005, cioè quando aveva appena 16 anni e la sua ascesa nel music biz era appena agli inizi. Meno di un lustro dopo, lasciata la famiglia e raggiunte le vette più alte delle classifiche mondiali con il terzo album (“Good Girl Gone Bad”) lanciato dalla hit “Umbrella”, Ms. Fenty si imbarcò nel faraonico “Last Girl on Earth Tour” a sostegno del quinto bestseller “Rated R”. Ebbene, sembra che proprio in quell’occasione la Berdon riuscì nella difficile impresa di provocare un’emorragia nei conti della giovane star nonostante il trionfo di botteghino. E più Rihanna, destinataria di un misero 6 percento degli incassi, si impoveriva, più i suoi consulenti, ai quali viceversa andava un’esosa percentuale del 22 percento, si arricchivano. Poi ci sono l’accusa di cattiva amministrazione, peraltro tale da precludere a Rihanna ogni sorta di sgravio o recupero fiscale, una serie di irregolarità nel pagamento delle tesse che nel 2008 provocarono non pochi guai alla cantante, un vistoso ammontare di royalty, si parla di diversi milioni di dollari, mai corrisposte, e persino una grave negligenza riscontrata nell’attività di consulenza finanziaria, e in particolare nell’acquisto di una casa da 6,9 milioni di dollari in quel di Beverly Hills risultata essere decisamente al di sopra dell’allora disponibilità economica della diva r&b. Riuscirà Rihanna ad avere giustizia? La prima udienza a settembre.

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