Madonna: nuovo video girato a Firenze

Di nuovo nel mirino di Marine Le Pen e accusata di plagio per la hit del 1990 "Vogue", Madonna continua la sua staffetta live in Europa

Un'immagine tratta dal nuovo video girato in Toscana

Di nuovo nel mirino di Marine Le Pen e accusata di plagio per la hit del 1990 "Vogue", Madonna continua la sua staffetta live in Europa

Si intitola “Turn Up the Radio”, cioè “Accendi la radio”, ed è il nuovo singolo di Madonna, il terzo – dopo “Give Me All Your Luvin’” e “Girl Gone Wild” – estratto dal bestseller “MDNA”. La regina del pop, complice uno dei fotografi e registi preferiti dalle star, Tom Munro, ha voluto girare il video di questo brano tra Firenze e il Mugello in occasione del recente concerto allo Stadio Franchi, nel capoluogo toscano. Una cornice mozzafiato per un’idea ancora una volta azzeccata, anche se in parte già utilizzata in due videoclip precedenti della regina del pop, quello di “Music”, del 2000, e quello di “Hung Up”, del 2005: inseguita da fan e paparazzi, Madonna sale a bordo di un’improbabile cabriolet americana guidata dall’immancabile autista tenebroso e palestrato. Lungo il tragitto, che dal centro storico cittadino si sposta nella campagna toscana, la popstar americana rimorchia un gruppetto di giovani che si uniscono a lei in questa sorta di “car-party on the road” . Un aitante benzinaio, un acrobata/breakdancer nero forse più credibile in un “blocco” di New York che in una piazza fiorentina, e tre eleganti autostoppisti tra i quali si riconosce il fidanzato della cantante, quello vero, il ballerino 25enne di origine marocchina Brahim Zaibat. Insomma, un bell’assortimento di maschietti tutto pepe come piacciono alla sempreverde Madge, 54 anni nel mese di agosto, e, bontà sua, un delizioso tributo alla sua amata Italia. Peccato che il sogno finisca con un’uscita non proprio felice – e forse poco credibile, visto il linguaggio piuttosto esplicito dei dischi e dei video della popstar - dell’autista, il quale, rivolgendosi a Madonna, sola e irrequieta sul sedile posteriore della grande automobile, tuona: “La festa è finita adesso, allacciati la cintura, stronzetta”. Mentre i fan italiani si godono questo inaspettato cadeau della signora Ciccone, il faraonico “MDNA Tour” continua la sua corsa europea prima del grande salto in Nord America previsto per l’autunno. E se nella tappa di Amsterdam la cantante è riuscita persino a intercettare la proposta di matrimonio di una ragazza del pubblico al fidanzato trasformandola in un momento solenne ratificato dall’applauso scrosciante delle decine di migliaia di persone che affollavano l’Amsterdam Arena (Madonna ha chiuso il romantico siparietto gridando “Non andate mai a letto arrabbiati!”), l’indomani della tappa parigina sono ricominciati i guai con Marine Le Pen, figlia del controverso Jean-Marie Le Pen nonché leader del partito francese di estrema destra Front National. Già nello show di apertura del tour, a Tel Aviv, Madge aveva acceso la furia della donna e dei suoi sostenitori mostrandone il volto sovrastato da una grande svastica e accostandone provocatoriamente l’immagine a quella di Hitler. Alla fine di giugno, la severa Le Pen aveva intimato alla popstar di rimuovere quel video minacciando di trascinarla in giudizio qualora l’avesse mostrato al pubblico francese, un tentativo di intimidazione che alla scaltra Madonna deve esser suonato come un invito a nozze. Ma i guai, i nuovi guai, per l’impavida decana del pop globale, non finiscono qui. Negli ultimi giorni infatti, si è diffusa la notizia secondo la quale la VMG Salsoul, società licenziataria dei diritti delle canzoni del collettivo anni Settanta e Ottanta Salsoul Orchestra, vorrebbe citare Madonna per plagio. Nel mirino della VMG ci sarebbe il brano “Vogue”, hit lanciata dalla regina del pop nel 1990, e ispirata, sulla scorta della moda newyorkese dell’epoca, il ballo cosiddetto “vogueing”, a un successo (“Deep in Vogue”) messo a segno qualche mese prima dal pioniere Malcolm McLaren. Purtroppo per Madonna, che nel 1990 era legata al colosso Warner, il sospetto di utilizzo della linea di basso, dell’inconfondibile arrangiamento orchestrale persino dei fiati di “Love Break” (1977), questo il titolo della canzone originale dei Salsoul Orchestra che la cantante avrebbe saccheggiato, è avvalorato dal fatto che il produttore scelto per confezionare “Vogue”, l’illustre Shep Pettibone, era stato precedentemente assoldato dalla stessa VMG Salsoul per remixare proprio “Love Break”. Ma perché aspettare 22 anni per trascinare Madonna davanti alla Corte e chiedere il risarcimento dei danni per plagio e per la conseguente perdita degli introiti derivanti dai diritti su un successo di classifica di tale portata? La VMG risponde che, fino a pochi mesi fa, la tecnologia necessaria a dimostrare che nonostante le accurate manipolazioni di Pettibone questo è un caso di plagio, non era ancora disponibile. Adesso che questa sorta di analisi del DNA musicale è arrivata, per Madonna potrebbe cominciare una nuova sfida.

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