Le popstar preferiscono Obama

Lady Gaga e Will.i.am i primi a twittare la vittoria dei Democratici. Ma il magnate Donald Trump, oggi una star televisiva, torna a tuonare: "Queste elezioni sono fasulle, una farsa".

Barack Obama, riconfermato per altri 4 anni alla presidenza della casa bianca

Lady Gaga e Will.i.am i primi a twittare la vittoria dei Democratici. Ma il magnate Donald Trump, oggi una star televisiva, torna a tuonare: "Queste elezioni sono fasulle, una farsa".

Il leggendario Clint Eastwood, le rockstar Kid Rock e Gene Simmons, il wrestler Hulk Hogan, la top model Cindy Crawford, la turbolenta Lindsay Lohan, i non più giovanissimi Chuck Norris, Andy Garcia, Tom Selleck e Sylvester Stallone, e soprattutto il magnate del mattone Donald Trump, dal 2004 volto di un popolare reality show televisivo battezzato “The Apprentice” (l’originale di quello condotto qui in Italia da Flavio Briatore), non l’hanno presa bene, ma, come si dice, tant’è, perché a quattro anni dalla sua prima vittoria, Barack Obama si è riconfermato il 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America battendo il candidato repubblicano Mitt Romney in una battaglia all’ultimo voto nella quale, ancora una volta, web e sostegno dello star system hanno giocato un ruolo determinante. Non a caso, la notizia del trionfo di Obama si è diffusa, specialmente tra giovani e giovanissimi, anche grazie ai “tweet” di personaggi illustri del firmamento pop. A cominciare da Lady Gaga, la quale, elettrizzata dai risultati del voto, ha dato il là a una vera e propria staffetta di commenti online dicendo ai propri “follower”: “Non potremmo essere più felici, miei cari, è la gioia di quando la libertà prevale”. Un sentimento, questo, che la popstar newyorkese di origine siciliana ha in comune con il 51 percento dei suoi connazionali, con la gran parte dei suoi illustri colleghi, con la sua rivale nel “business”, la regina del pop Madonna, e con Will.i.am, mente e voce rap dei Black Eyed Peas da sempre impegnato a sostenere Mr. Obama nonché autore della canzone (“Yes We Can”) diventata, nel 2008, il manifesto dell’ascesa dei democratici. “Valevano la pena tutto questo viaggio, il duro lavoro e la campagna elettorale”, ha esultato l’artista afroamericano, pioniere dell’hiphop west-coast politicamente corretto e socialmente utile, “E ora è tempo di lavorare ancor più alacremente”. A pensarla così sono anche altre stelle del firmamento dello spettacolo. Qualche nome? La popstar più amata dai teenager Katy Perry, il decano del pop-rock Jon Bon Jovi, la cantante premio Oscar Jennifer Hudson, l’ex Destiny’s Child Kelly Rowland, il regista Steven Spielberg, gli attori Morgan Freeman, George Clooney e Tom Hanks, Gwen Stefani, Boyd Tinsley della Dave Matthews Band, il soulman John Legend, i Jonas Brothers, Chris Cornell, Adam Levine dei Maroon 5, la potente Oprah Winfrey, il salsa star - nonché ex terzo marito di J.Lo (!) - Marc Anthony, Angelina Jolie e l’inseparabile Brad Pitt, la bellissima Anne Hathaway, la leggendaria tennista, Billie Jean King, che ispirò Michael Jackson, Alicia Keys, la “Desperate Housewife” Eva Longoria, la sempreverde Bette Midler, Sarah Jessica Parker, Jamie Foxx, Whoopi Goldberg e naturalmente i più amati da Barack, vale a dire Beyoncé e il suo potentissimo consorte, il rapper e produttore Jay-Z, e Bruce Springsteen, presentato al pubblico dallo stesso Obama con parole che ancora risuonano sui media globali: “Io sono il Presidente, ma lui è il Boss”. Dalla Vecchia Inghilterra, e senza nemmeno essere un elettore, Sir Paul McCartney sottoscrive.

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