I segreti di George Michael nel libro del "cugino" Andros Georgiou.

Nella controversa autobiografia, l'uomo svela i momenti più drammatici della vita del cantante anglo-cipriota, dal "coming out" tardivo alla morte per Aids dell'ex fidanzato Anselmo Feleppa.

George Michael, 49 anni

Nella controversa autobiografia, l'uomo svela i momenti più drammatici della vita del cantante anglo-cipriota, dal "coming out" tardivo alla morte per Aids dell'ex fidanzato Anselmo Feleppa.

Si intitola “Rock: the luckiest man in pop”, cioè “Rock: l’uomo più fortunato nel pop”, è appena arrivato sugli scaffali delle librerie inglesi e americane, ed è il libro che il manager e produttore Andros Georgiou, oggi cinquantenne, ha dedicato al suo celebre cugino George Michael, al secolo Georgios Kyriacos Panayiotou, da lui chiamato sin dall’infanzia con il nomignolo Yog. Un cugino putativo, in realtà, cresciuto al fianco del cantante grazie alla profonda e duratura amicizia dei loro papà, entrambi emigrati da Cipro a Londra negli anni Sessanta ed entrambi diventati genitori dopo aver sposato una donna inglese. Non tutti sanno, infatti, che anche professionalmente parlando, Andros Georgiou è stato l’ombra professionale di George Michael sin dai tempi degli Wham!. Fu lui a sostenerne la conquista dell’olimpo del pop prima al fianco di Andrew Ridgley e successivamente come solista, fu lui a raccogliere il primo “coming out” sulla sua sessualità alla fine degli anni Ottanta e fu sempre lui a custodire il segreto della relazione del cantante con Anselmo Feleppa, ucciso dall’Aids nel 1993. Di questo e di molte altre vicende private parla l’autobiografia di Georgiou, 300 pagine di narrazione serrata sull’ascesa e la - supposta - caduta del popolare cantautore. “Un giorno nel 1988, mentre girava un video”, ricorda l’uomo nel libro,”George mi prese da parte e mi disse di vederci nel nostro ristorante cinese preferito. Quando (George) arrivò, sembrava piuttosto nervoso. Dopo diverse bottiglie di vino non lo era più ed eravamo entrambi sbronzi quando mi guardò dritto negli occhi e mi disse: ‘Andros, devo dirti una cosa, io sono gay’”. Stando ai ricordi di Georgiou, dopo quella sera George Micheal decise di uscire allo scoperto, ma non di confessare la propria omosessualità ai genitori, che lo seppero soltanto diversi anni dopo. In occasione del tour a Rio, nel 1991, l’ex Wham! si innamorò di un giovane brasiliano, Anselmo Feleppa, che a sua volta lasciò il Brasile per trasferirsi con lui a Los Angeles. “Poi”, continua l’autobiografia, “durante un viaggio di ritorno in Inghilterra, Yog mi guardò, i suoi nervi cedettero e cominciò a piangere istericamente. Io mi alzai e lo abbracciai. E lui mi disse: ‘Anselmo ha preso l’Aids’. (George) Non sapeva che fare. Com’era possibile che l’amore della sua vita morisse. Io lo guardai e dissi: ‘Tu stai bene? Hai preso l’Aids?’ Mi sentii male nel pronunciare quelle parole. Ma ‘No’, fu la sua risposta, grazie a Dio”. Nel 1993, in seguito a un’emorragia celebrale, Feleppa si spense, e se Andros Georgiou decise di onorarne il ricordo battezzando il suo primogenito Harrison Anselmo, la popstar anglo cipriota dedicò al suo compianto compagno l’album “Older”, un autentico capolavoro pop composto e registrato, sempre secondo l’ex amico del cantante, sotto l’effetto della marijuana (Nei crediti del disco Georgiou verrebbe qualificato come “roller”, cioè “fabbricatore di spinelli”) e di altre sostanze stupefacenti, come l’ecstasy. Furono le droghe, ma anche il clamoroso arresto a Los Angeles nel 1998, quando George Michael venne ammanettato per atti osceni da un poliziotto in borghese in una toilette di un locale, a incrinare i rapporti tra l’artista il suo inseparabile amico d’infanzia. Amico che decise di allontanarsi da Michael quattordici anni fa in seguito a una discussione nata in un ristorante per futili motivi e che oggi si dice molto preoccupato per le cattive abitudini, e per le precarie condizioni di salute, del suo amato “cugino”. “Nelle foto del libro”, ha detto Georgiou, “George ha sempre un bel sorriso. Questo è il Yog che conosco (..) George era il mio migliore amico. Spero che (questo libro, ndr) lo faccia riflettere e, magari, lo convinca ad aprire il cassetto con tutti i nostri ricordi”. Ricordi che frutteranno all’autore - a spese del popolare cantautore, s’intende - un bel gruzzolo.

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