Kate Moss: la musa della moda - e del rock - si racconta

Protagonista di una sfarzosa autobiografia fotografica, la celebre top model ha vietato al marito-rockstar di trarre ispirazione dal loro privato. E ha svelato l'autore dei tatuaggi sul suo fondoschiena: è il nipote di Freud.

La modella Kate Moss, 38 anni, protagonista degli scatti della sua autobiografia

Protagonista di una sfarzosa autobiografia fotografica, la celebre top model ha vietato al marito-rockstar di trarre ispirazione dal loro privato. E ha svelato l'autore dei tatuaggi sul suo fondoschiena: è il nipote di Freud.

A quasi venticinque anni dal suo debutto nella moda, la 38enne Kate Moss ha deciso di raccontarsi con un’omonima autobiografia fotografica freschissima di stampa che ripercorre, in un crescendo di scatti celeberrimi firmati dai più grandi maestri dell’obiettivo, una carriera luminosa iniziata all’età di 16 anni con un ritratto sul mensile The Face. Per la fondatrice dell’agenzia di modelle Storm, Sarah Doukas, che la fermò all’aeroporto JFK di New York, ma anche per Corinne Day, che per prima la fotografò per il popolare mensile britannico, e naturalmente per il colosso Calvin Klein, che nel 1995 la lanciò in tutto il mondo con una campagna entrata nella storia della moda, la giovane Moss era la perfetta alternativa alle "top" dell'epoca, le altere e irraggiungibili Cindy Crawford, Elle 'The Body' Macpherson, Claudia Shiffer, Linda Evangelista e Naomi Campbell.

Kate era la nuova Twiggy, paladina del “waif look” (“Waif” letteralmente significa “derelitta”, ma nel linguaggio della moda questo termine viene spesso usato per identificare le modelle magrissime, ai confini dell’anoressia) e icona “heroin chic” dall’aspetto emaciato, pallido, esaltato da un fisico ossuto al punto da insospettire media e addetti ai lavori sul suo consumo, allora soltanto presunto, di sostanze stupefacenti. Sospetti che non fecero che nutrirne popolarità e quotazioni, complici fotografi di grido del calibro di Mario Testino o Terry Richardson e marchi storici come Chanel, Gucci, Bulgari, Chanel e Dolce & Gabbana, che la adottarono tra le testimonial favorite delle loro faraoniche campagne.

Per realizzare questa imponente raccolta di capolavori d’autore, Kate ha riaperto l’archivio personale con la collaborazione del leggendario art-director francese Fabien Baron, oggi direttore editoriale del magazine Interview, del direttore-casting Jess Hallett e di un editor d’eccezione, Jefferson Hack, fondatore della rivista “Dazed & Confused” nonché padre dell’unica figlia della Moss, la piccola Lila Grace. I due ebbero una relazione prima che Kate, che all’epoca era già una celebrità, diventasse la ragazza del più amato dalle giovani star, e dal regista Tim Burton (!), l’attore Johnny Depp. Depp che nei quattro anni di romantica liason, tra il 1994 e il 1998, le svelò alcuni segreti del mestiere, primo fra tutti come usare, invece di essere usato, dai media, tante piccole informazioni che la Moss mise in pratica con il suo ragazzo successivo, la rockstar Pete Doherty, con il quale divise peso e responsabilità del tristemente famoso “Cocaine Kate”, il servizio di copertina del Daily Mirror che, nel 2005, divulgò alcuni scatti proibiti che ritraevano la modella mentre consumava cocaina.

La rocambolesca vita da rockstar al fianco dell’ex frontman dei Libertins e dei Babyshambles, artista geniale nella musica quanto turbolento e controverso nella vita privata, finì nel 2007, e soltanto qualche mese dopo Kate trovò rifugio tra le braccia del chitarrista dei Kills Jamie Hince, oggi suo marito. Un marito fedele e innamorato, che tuttavia, secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi dalla sua bellissima mogliettina, deve smettere di trarre ispirazione dal loro privato. Perché soltanto Kate può raccontare Kate. Magari, perché no, usando le immagini al posto delle parole. Come quelle dei due uccellini tatuati nella parte alta del suo fondoschiena, circolate in questi giorni perché Mrs.Hince, questo il nome da sposata di Kate Moss, ha finalmente deciso di rivelarne l’origine.

Fu l’insigne pittore Lucian Freud, nipote di Sigmund Freud, a farle quei tattoo dopo averla ritratta nuda quando era incinta. In quell’occasione, il compianto artista tedesco, il capolavoro del quale venne in seguito venduto dalla stessa Kate a più di tre milioni di sterline, raccontò alla sua giovane musa di aver imparato l’arte del tatuaggio a 19 anni, durante la seconda guerra mondiale. Un altro ricordo di valore inestimabile dispensato dalla più imprevedibile, e apparentemente schiva, delle celebrità, ancora oggi una delle modelle più pagate e ricercate nel mondo. Il segreto della longevità nello star-sysyet, ammette lei, glielo svelò l’ex fidanzato Johnny Depp: “Mi ha insegnato parecchio sulla fama. Mi ha detto ‘Non lamentarti mai, non spiegare mai. Ecco perché non uso Twitter o social simili”.

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