Tutti pazzi (e nudi) sui Social!

L'ultimo autoscatto osé di Rihanna, l'emulazione dei fan, l'ossessione della popolarità: le nuove tendenze della rete e la moda dei "tatuaggi-pubblicitari".

Alcuni autoscatti in déshabillé delle top star della musica

L'ultimo autoscatto osé di Rihanna, l'emulazione dei fan, l'ossessione della popolarità: le nuove tendenze della rete e la moda dei "tatuaggi-pubblicitari".

Potremmo chiamarla “Sindrome del Grande Fratello”, perché, segno dei tempi, la differenza tra essere spiati e farsi spiare esiste eccome. Lo dimostra soprattutto la rete, che cavalcando le prodezze dei vip così come la crescente mania di protagonismo dei comuni mortali di tutte le età, sta ridefinendo, e probabilmente omologando, i confini della morale in ogni angolo del pianeta. Se infatti fino a qualche anno fa lo sfoggio di sé sul web, non certo paragonabile a quello di oggi, non comportava affatto la rinuncia alla sacralità dell’anonimato, l’era dei “reality show” televisivi e l’esplosione dei Social Network sembrano aver sdoganato il palesamento e la condivisione dell’identità, che ha progressivamente acquisito valore commerciale nella fitta rete di raccolta, studio e compravendita di dati personali, ma anche l’esibizionismo puro come una delle forme di protagonismo socialmente meno riprovevoli. Pensare che la colpa sia delle stelle più luminose del firmamento dello spettacolo che ogni giorno si mettono in bella mostra sui loro profili “social” offrendo un cattivo esempio ai ragazzi è come affermare con certezza che l’uovo è nato prima della gallina. Passati gli anni in cui personaggi come Michael Jackson, Kate Moss, Paris Hilton, Lindsay Lohan o Britney Spears subivano senza appello la velocità della circolazione delle notizie - vero o presunte - online, nuovi pionieri dell’intrattenimento multimediale come le coppie Beyoncé-Jay-z, Kim Kardashian-KanYe West o David e Victoria Beckham, sembrano aver assunto il controllo pieno della propaganda web che li riguarda. Nel bene e, segno dei tempi, nel male. Perché se da una parte, vip o no, è chiaro che non v’è esibizionismo senza voyeurismo (e viceversa), due lati della stessa medaglia, dall’altra è fuor di dubbio che spesso, all’ostentazione del corpo si aggiunge quella del proprio dolore, basti pensare al drammatico oblio, scandito quotidianamente dalla pubblicazione di scatti online condivisi dal grande pubblico in tempo reale, della compianta Amy Winehouse, o ancora al volto tumefatto di Rihanna esibito l’indomani del pestaggio subito dal suo fidanzato Chris Brown.

Insomma, in tempi durissimi anche per l’industria dell’intrattenimento, star e starlette stanno imparando a capitalizzare la propria popolarità “vendendosi” come qualsiasi altro “brand”. La conseguenza è che in una realtà in cui non è più il “marchio” a inseguire il pubblico, ma quest’ultimo ad avvicinare il marchio con un semplice “I like”, chi ha qualcosa da vendere, come un disco, un tour o una linea di abbigliamento, deve escogitare ogni giorno espedienti ad alto potenziale virale per attrarre l’interesse dei potenziali “acquirenti”. Un esempio: proporre ai propri “amici”, o “follower”, un pruriginoso autoscatto in déshabillé, attività in cui Rihanna è ancora una volta maestra, assicura, complici i meccanismi di condivisione virale, una risonanza mediatica che nemmeno una costosissima campagna saprebbe restituire. L’emulazione delle seguaci della star r&b è un semplice effetto collaterale, niente di più. Ma quanto può valere, per esempio, un “tweet” della star delle Barbados in lingerie e stivaloni griffati accompagnato da una frase che cita la stilista che ha firmato le calzature che sfoggia? Tanto, anzi tantissimo. Specialmente per la celebre maison, che con una modesta fornitura si assicura una valanga di pubblicità gratis, tra i milioni di “follower” della cantante e sui media che riporteranno la notizia. Lo sa bene chi gestisce colossi come la Ecko Unltd., del multimilionario Mark Louis Milecofsky, marchio di abbigliamento casual, o se si preferisce di “streetwear”, che l’anno scorso invitò i ragazzi di tutto il mondo (maggiorenni) a tatuarsi (indelebilmente) il logo ufficiale della popolare azienda americana in cambio del 20 percento di sconto sui tutti prodotti, vita natural durante. Un affarone..

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