Will.i.am: la musica è morta, siamo nell'era dei "geek"!

"L'industria musicale è andata, il futuro è la scienza", ha detto il frontman dei Black Eyed Peas, "Dobbiamo dare ai giovani la preparazione di cui hanno bisogno per affrontare il mondo del lavoro di domani".

Will.i.am classe 1975

"L'industria musicale è andata, il futuro è la scienza", ha detto il frontman dei Black Eyed Peas, "Dobbiamo dare ai giovani la preparazione di cui hanno bisogno per affrontare il mondo del lavoro di domani".

Uno dei suoi sogni, quello di trasmettere la sua musica nello spazio, lo ha realizzato nell’estate del 2012, quando il modulo Curiosity, inviato su Marte dalla Nasa, diffuse la hit “Reach for the Stars”. Il personaggio in questione è Will.i.am, frontman dei Black Eyed Peas nonché rapper e produttore carismatico con una lunga lista di hit dance/urban al proprio attivo, molte delle quali lanciate da voci illustri della scena pop internazionale. L’altro sogno della star californiana, e gli americani lo sanno bene, è quello di portare in Tv un pionieristico talent-show destinato a scovare nuovi talenti nelle scienze. Il nuovo Steve Jobs, il nuovo Zuckerberg, insomma i geni del futuro. Perché anche lui, Will.i.am, si considera un “geek”, un appassionato di informatica, tecnologia e matematica. Insomma un “secchione”, ma alla moda, e con grandi aspirazioni professionali, personali e sociali. Niente a che vedere con i vecchi “nerd”, secchioni anche loro, ma tradizionalmente emarginati dai compagni di scuola perché considerati degli “sfigati”.

Per questo, e forse anche per una legittima aspirazione alle vette del jet-set, Will.i.am ha donato 500mila sterline, cioè quasi un milione di dollari, alla fondazione benefica del Principe Carlo d’Inghilterra, la Prince’s Trust. Quei soldi serviranno a promuovere le attività del Museo della Scienza di Londra tra i giovani del Regno Unito e a rimettere in carreggiata i ragazzi che per i motivi più disparati rischiano di venire esclusi dal sistema scolastico o di esserne emarginati. “Poter avvicinare i giovani alle scienze e alla tecnologia significa avere uno strumento potente”, ha raccontato il popolare musicista, “e io sono orgoglioso di vedere che la mia donazione al Prince’s Trust aiuterà i giovani più svantaggiati che, altrimenti, non avrebbero accesso all’educazione alle scienze e alla tecnologia”. Conferma la numero uno della fondazione, Martina Milburn, secondo la quale l’ignoranza dei giovani riguardo i computer può “limitare le loro prospettive di lavoro”.

L’impegno sociale di Will.i.am e la sua visione ambiziosa sul riscatto di coloro che non nascono “con la camicia” vengono da lontano, dalla sua infanzia a Boyle Heights, quartiere di Los Angeles storicamente abitato dai cosiddetti “nuovi immigrati”, come messicani, giapponesi, russi ed ebrei americani, e diventato oggi dimora della “working class” di origine latina. In quel ghetto, William James Adams Jr., questo il vero nome del leader dei Black Eyed Peas, è cresciuto con la mamma Debra sognando una vita migliore per entrambi. “Ricordo quando avevo 11 anni”, ha raccontato ai quotidiani britannici, “e dicevo alla mamma ‘Un giorno ti comprerò una casa. E lei rispondeva, ‘Ragazzo, non fare promesse che non puoi mantenere”. E invece, fatalità, è andata proprio così, complici il suo grande talento nella musica e una perseveranza fuori dal comune. Ma i tempi, Will lo sa bene, sono cambiati. E ora è il momento della scienza, della matematica e della tecnologia. “Io voglio aiutare la gente come la musica ha aiutato me”, ha detto, “Ma oggi l’industria musicale è morta”.

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