Madonna sfida l'Islam nel nome della "Rivoluzione d'amore"

Il "post" è apparso su Facebook accanto a una foto del viso coperto da una sorta di velo islamico. In arrivo, oltre al "Secret Project", una linea di moda firmata dal fidanzato-ballerino.

La controversa foto apparsa sulla pagina Facebook di Madonna

Il "post" è apparso su Facebook accanto a una foto del viso coperto da una sorta di velo islamico. In arrivo, oltre al "Secret Project", una linea di moda firmata dal fidanzato-ballerino.

Madonna: “La Rivoluzione d’Amore è.. nelle mani di Dio”. Scritto così sembra il solito proclama della regina del pop studiato ad arte per catalizzare l’attenzione di pubblico e media sulla sua prossima mossa. E in effetti, nessuno come la 54enne Madge sa quanto la pubblicità, se ben fatta, sia davvero l’anima del commercio. Lo dimostrano l’improvviso crescendo di apparizioni della popstar americana e i numerosi “post” che si avvicendano in questi giorni sulle sue pagine “social” ufficiali. Ma è uno in particolare, anche se piuttosto criptico (pubblicato mercoledì 3 luglio, dopo una serie di richiami al misterioso “# Secret Project” e prima di uno scatto commovente che ritrae i bambini di una scuola in Pakistan costruita dalla fondazione benefica della superstar americana), a destare non poche preoccupazioni, specialmente per la pericolosità del risentimento che potrebbe scaturire nei suoi confronti da parte della comunità islamica. Perché? Perché accanto a una foto inedita di Madonna, il cui viso, sebbene perfettamente riconoscibile, è mascherato da una sorta di velo islamico realizzato con una fitta trama di anelli in metallo, appare la scritta “The Revolution of Love is on... Inshallah”, letteralmente “La Rivoluzione d’Amore è.. nelle mani di Dio”. Se infatti il termine “Inshallah” non è altro un’espressione araba, e non propriamente islamica, per dire “se Dio vuole”, è altrettanto vero che la reperibilità della stessa nel Corano, il tradizionale uso di essa da parte dei musulmani, e soprattutto il suo audace accostamento a una foto chiaramente provocatoria potrebbe, almeno secondo alcuni fedelissimi della cantante, sortire effetti pericolosi. Lo ha confermato uno dei tanti amici di Madonna “taggati” nel post incriminato, il quale ha dichiarato senza mezzi termini che “Madonna sa che entrare in polemica con le pratiche musulmane potrebbe mettere a rischio la sua vita”. Senza contare, aggiungiamo noi, quella dei suoi figli e del suo giovane fidanzato, il ballerino franco-marocchino Brahim Zaibat, tutti assidui frequentatori del Kabbalah Centre di New York.

In arrivo la collezione-moda “Defend Paris”. Niente a che vedere con l’avventura nell’universo-fashion della regina del pop e della sua primogenita Lola: stavolta lo stilista in erba è il 25enne di origine marocchina Brahim Zaibat, ballerino noto in Francia già in tempi non sospetti e oggi amatissimo dai fan della regina del pop sia per le sue performance negli ultimi due tour che per il suo ruolo di fidanzato di Madonna e di “fratellone putativo” dei suoi quattro figli. Perché si sa, la danza non è per sempre. E visto che negli ultimi mesi la sua fidanzata celeberrima gli ha presentato praticamente tutti quelli che contano, incluso il boss del colosso Givenchy, nel mondo della moda sedendosi accanto a lui in occasione delle sfilate e dei galà più importanti, perché non buttarsi proprio nel business del fashion-design? Magari lanciando – con la complicità di Madonna, dei suoi figli e di colleghi come Chris Brown e Rihanna nel ruolo di testimonial spontanei (!) - una collezione casual battezzata “Defend Paris” e caratterizzata da grafiche e slogan già molto controversi, come quel fucile Kalašnikov AK47 che campeggiava sulla felpa nera indossata dalla regina del pop in una delle sue apparizioni nelle vie di Manhattan. Ma come possono convivere l’antipatia per la violenza e per la guerra tanto sbandierate da Madonna in oltre trent’anni di carriera con una linea di abbigliamento che sembra inneggiare all’uso delle armi con immagini e slogan come “Peace = War” (Pace = Guerra)? In una lettera inviata alla vigilia del debutto nordamericano dell’MDNA tour, nell’autunno del 2012, e prontamente diffusa dal magazine Billboard, Madonna ammise la presenza di “molta violenza nella parte iniziale dello spettacolo” così come l’uso, per esigenze sceniche, di “armi giocattolo”. Tuttavia, precisò che tali elementi non erano altro che “metafore”. E, lapidaria, aggiunse: “Io non ammetto la violenza e l’uso delle armi”. Un concetto, questo, ribadito da Madonna anche qualche giorno fa, l’indomani della diffusione del videoclip di 60’’ che anticiperebbe il lancio del misterioso “#secretproject”, il nuovo progetto segreto. Accusata di aver confezionato con l’aiuto del suo fotografo e regista di fiducia Steve Klein un cortometraggio eccessivamente violento, specialmente nella sequenza in cui spara in testa a un giovane uomo a terra, lei, Madonna, ha tuonato: “Non sono le armi a uccidere le persone, ma le persone a uccidere le persone”.

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