Gli Earth, Wind & Fire in tour in Italia

Il 22 e 23 luglio, i pionieri del soul/funk di Chicago si esibiranno a Lucca e Milano. Il nuovo album "Now Then & Forever" – duetto con Mario Biondi incluso – arriverà in settembre.

Gli Earth, Wind & Fire hanno venduto oltre 90 milioni di album venduti in tutto il mondo

Il 22 e 23 luglio, i pionieri del soul/funk di Chicago si esibiranno a Lucca e Milano. Il nuovo album "Now Then & Forever" – duetto con Mario Biondi incluso – arriverà in settembre.

Miles Davis li amava alla follia. Erano la sua “band preferita da sempre”, l’unica, diceva lui, a unire fiati, voci, chitarre elettriche, ritmi e armonie complessi. Persino l’illustre Quincy Jones, che quarant’anni fa (ben prima di sdoganare il soul/pop afroamericano al fianco di Michael Jackson con la trilogia da Guinness “Off The Wall”, “Thriller” e “Bad”) passava il suo tempo in studio con personaggi del calibro di Count Basie, Ella Fitzgerald, Dizzy Gillespie o Frank Sinatra, ammise di essere “il più grande fan degli Earth, Wind & Fire dal giorno del loro esordio”. Non a caso, sebbene all’appello della nuova formazione manchi il suo fondatore e leader storico, colpito negli anni Ottanta dal Morbo di Parkinson e costretto a ritirarsi dall’attività live nel 1994, quel “dynamic soul funk” scolpito proprio da lui, Maurice White, insieme ai fratelli Verdine e Fred, e ai numerosissimi componenti che si sono avvicendati in studio e sul palco in quasi mezzo secolo di storia degli Earth, Wind & Fire, rivivrà presto sui palcoscenici del Lucca Summer Festival e della rassegna City Sound Milano, rispettivamente il 22 e 23 luglio, ma anche grazie a un nuovo album battezzato “Now Then & Forever” in uscita a settembre, un mese notoriamente fortunato per la band americana che nel 1978 conquistò il top della classifica a stelle e strisce con l’instant-classic “September”.

La nuova formazione e “lo spirito della band”. A 41 anni dalla pubblicazione dell’omonimo album di debutto ufficiale, 4 dal precedente “Illumination”, gli Earth, Wind & Fire, oltre 90 milioni di album venduti in tutto il mondo, continuano a onorare, come ha detto il cantante Philip Bailey, “lo spirito della band”, e con esso l’amore incondizionato di un pubblico che non smette di seguirli nonostante il nucleo della nuova formazione, composta da un Bailey in forma smagliante, dal bassista Verdine White e dal percussionista Ralph Johnson, non includa più Maurice White, che tuttavia si dice conservi il timone artistico del gruppo. Sua fu l’intuizione di scegliere il nome Earth, Wind & Fire ispirandosi alle caratteristiche del proprio segno zodiacale, il Sagittario; sue sono gran parte delle composizioni e degli arrangiamenti che hanno portato il gruppo a imporsi come fenomeno musicale espressione dell’emancipazione culturale e sociale degli afroamericani; sua è la scelta di distinguere la trama funk della band potenziando progressivamente la sezione dei fiati e non rinunciando mai al suono di un antico strumento africano, la kalimba; e sua è la voce, un tenore dal timbro inconfondibile, che ha dominato una ventina di album best seller, altrettante faraoniche tournée mondiali (!), e successi incredibili anni Settanta e Ottanta come “Shining Star”, “Boogie Wonderland”, “Let’s Groove”, “Sing a Song” o “Jupiter” intrecciandosi spesso al falsetto di Mr. Bailey. Senza contare le magistrali collaborazioni di White con altre stelle del firmamento soul, rock, pop, jazz e, segno dei tempi, persino hiphop.

Dai Beatles a Mario Biondi. La storia gloriosa degli Earth, Wind & Fire è scandita da successi discografici e on-stage così come da incontri importanti con nomi altisonanti della storia della musica. A cominciare da quello, clamoroso, risalente al ’78, con i Beatles, che inclusero la famigerata cover di “Got To Get You Into My Life” realizzata da White e soci nella colonna sonora della pellicola culto “Sgt. Pepper’s Lonely Heart’s Club Band”. Disco dopo disco, successo dopo successo, la super band di Chicago ha rastrellato una ventina di nomination ai Grammy Awards, vincendone almeno 6 e assicurandosi l’adorazione del pubblico in ogni angolo del globo, il rispetto e la collaborazione dei musicisti più illustri e, nel caso dell’eclettico White, l’ingaggio come autore e produttore degli album solistici di icone come Barbra Streisand, Cher, Chaka Khan e Neil Diamond. E se tra gli insigni ammiratori degli Earth, Wind & Fire bisogna senza dubbio annoverare il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, che li volle alla Casa Bianca in occasione del primo evento pubblico della sua amministrazione, il sodalizio artistico più recente è forse quello con il nostro Mario Biondi, che insieme a loro ha registrato un brano intitolato “After the Love Has Gone” e destinato al nuovo attesissimo album. Che ci aspetti un’anteprima in occasione degli imminenti concerti in Italia? Quel che è certo è che, nonostante l’età, e ripensando al visionario regista Steven Spielberg, che dopo aver notato quanto vibrassero i vetri della sua auto mentre lo stereo di bordo suonava gli Earth, Wind & Fire inventò la scena celeberrima del capolavoro “Jurassic Park” nella quale gli sfortunati visitatori del parco di John Hammond si accorgono dell’avvicinamento del pericoloso Tirannosauro dal movimento dell’acqua in un bicchiere, sul palco del festival di Lucca, e il giorno seguente su quello dell’Ippodromo del Galoppo di Milano, assisteremo a una festa di suoni, voci, ritmi e colori. Come nella migliore tradizione degli Earth, Wind & Fire.

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