M.I.A.: il mio dito medio in Tv? Un "gesto religioso"

Multata per 1,5 milioni di dollari, la rap star di origine Tamil che nel 2012 affiancò Madonna sul palco del Super Bowl si appella all'induismo.

Madonna e M.I.A.

Multata per 1,5 milioni di dollari, la rap star di origine Tamil che nel 2012 affiancò Madonna sul palco del Super Bowl si appella all'induismo.

M.I.A.: il mio dito medio in Tv? Un “gesto religioso”. Il Super Bowl, finalissima di football americano organizzato dalla National Football League (NFL) nonché appuntamento tele-sportivo nazional popolare che ogni anno incolla decine di milioni di americani al piccolo schermo, non è roba per tutti. Non se si calca il palcoscenico. Lo sa bene Janet Jackson, che nel 2004, complice un improvviso malfunzionamento del corpetto sadomaso di scena che le lasciò sgusciare un seno proprio mentre duettava con Justin Timberlake, vide la propria carriera, una delle più luminose della storia del pop, crollare sotto le picconante degli organi di controllo televisivo, delle severe associazioni dei genitori d’Oltreoceano e di gran parte dei media, non ultimi i colossi che avevano trasmesso l’esibizione in diretta in mezzo mondo. Oggi, invece, nel mirino della FNL c’è M.I.A., cantante e rapper di origine Tamil diventata celebre qualche anno fa grazie al tema (“Paper Planes”) della colonna sonora del film “The Millionaire” e scelta – insieme alla collega Nicki Minaj - da Madonna nel 2012 per il faraonico show allestito proprio durante l’intervallo del Super Bowl. Per Madge era l’occasione ghiotta di lanciare in USA l’allora nuovo album “MDNA” e l’imminente tournée mondiale, ma per la Minaj e M.I.A. rappresentava la chance di essere viste dal mondo intero al fianco della regina del pop. Tutto andò a meraviglia. Tutto tranne l’attimo in cui, nel bel mezzo della performance sulle note del brano “Give Me All Your Luvin’”, M.I.A. alzò a sorpresa il suo dito medio a favore di camera. Apriti cielo.

Maxi multa per M.I.A., che oggi si difende: fu un “gesto religioso”. Ben consapevole di averne fatte, come si dice, più di Bertoldo, e altresì di aver scelto due compagne di avventura non proprio innocue, o mansuete, Madonna non se la prese affatto, al punto che la Minaj, inorridita dalla prodezza della collega-rivale, precisò che lei non l’avrebbe mai fatto. Da qualche mese, tuttavia, la NFL ha avanzato nei confronti di M.I.A. una pretesa risarcitoria di 1 milione e mezzo di dollari, una bella montagna di soldi anche per una stella urban che ha da poco pubblicato il quarto album intitolato, guarda caso, “Matangi”. A far parlar della cantante anglo-cingalese, più che la salatissima sanzione, è la sua ultima uscita, una giustificazione di quel gesto che a molti pare pretestuosa, e cioè che quel dito medio rivolto agli americani non era affatto volgare, ma un “gesto religioso”. In particolare, un Matangimudra, cioè un antico gesto simbolico (“mudra”) della sua religione d’appartenenza, l’induismo, dedicato alla dea Matangi. “In America avete la gestualità delle gang”, ha dichiarato M.I.A. al network radiofonico NPR (National Public Radio), “.. ebbene, 5mila anni fa (nel mio Paese, ndr) c’era un gesto chiamato ‘mudra’, compiuto durante lo yoga, o la meditazione, o la preghiera, o in altre circostanze.. Controllate su Wikipedia! (..) E’ culturale! Nel mio Paese è un gesto religioso!”. Vero o falso? Chi vivrà vedrà, anche se qualcuno potrebbe obiettare che, proprio controllando su Wikipedia, alla voce Mudramatangi si legge che tale mudra, pur enfatizzando “il rapporto con la terra, elemento naturale rappresentato dal dito medio”, si “si realizza con entrambe le mani”. Come? Rivolgendo “i palmi delle mani l'uno verso l'altro con le dita rivolte verso l'alto, unendo le mani all'altezza dello stomaco e del plesso solare. Le dita della mano destra vengono intrecciate con quelle della sinistra, ad eccezione dei medi che restano dritti e si appoggiano reciprocamente sui polpastrelli”. Insomma, una mossa un po’ diversa a quella - forse più occidentale, oltre che affatto religiosa - scelta da M.I.A. per il Super Bowl. Eppure, per Mathangi ‘Maya’ Arulpragasam,così si chiama questa ragazzaccia del rap nata e cresciuta a Londra, quel gesto era un tributo alla dea che porta il suo nome.

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