Il boss omaggia Pete Seeger

Springsteen dedica "We Shall Overcome" all'artista scomparso nel secondo giorno di concerti in Sudafrica

Bruce Springsteen in compagnia di Pete Seeger

Springsteen dedica "We Shall Overcome" all'artista scomparso nel secondo giorno di concerti in Sudafrica

Per capire quanto fosse legato Bruce Springsteen a Pete Seeger basta andare a riascoltare il concerto che nel 2009 tenne al Madison Square Garden di New York in omaggio al 90esimo compleanno dell’amico. Uno spettacolo di musica e ricordi, intervallato dalle parole del Boss che raccontava: "Quella volta che Pete e io andammo insieme a Washington, per la cerimonia inaugurale del presidente Obama, mi raccontò tutta la storia di We shall overcome. Il modo in cui passò da canzone del movimento operaio, grazie all’ispirazione di Pete, a venir adattata dal movimento per i diritti civili.

Quel giorno, mentre cantavamo This land is your land, ho guardato Pete – il primo presidente nero degli Stati Uniti era seduto accanto a lui – e ho pensato all’incredibile viaggio che Pete aveva percorso, aveva trent’anni in più di lotta e di vero attivismo sulle sue spalle. Gli ho chiesto in che modo avrebbe voluto affrontare This land is you land. L’avremmo cantata quasi alla fine del concerto. Mi rispose solo: «Beh, so che voglio cantare tutte le strofe, voglio cantare tutte quelle che Woody (Guthrie) ha scritto, specialmente quelle due che di solito non si cantano, sulla proprietà privata e la mensa per i poveri». Ho pensato: certo, è quello che Pete ha fatto per tutta la vita. Canta tutte le strofe tutte le volte, specialmente quelle che preferiremmo lasciare fuori dalla storia del nostro popolo".


L’omaggio - Non poteva dunque non pensare a Pete Seeger il boss nel secondo concerto tenuto in Sudafrica. Così dopo l’omaggio a Mandela ha intonato "We shall overcome" per l’amico morto a 94 anni l’altro giorno:  "Ho perso un grande amico ed un mio eroe ieri notte" ha detto Springsteen parlando della leggenda della musica folk, leggendario interprete di quello che sarebbe diventato un inno pacifista ed in difesa dei diritti umani. "Una volta sentita questa canzone – ha dichiarato Springsteen – tutti erano disposti a marciare anche nel fuoco". Il Boss l'ha eseguita dopo una splendida versione della sua "Born in the Usa". Anche nella seconda tappa sudafricana Springsteen ha ovviamente omaggiato Nelson Mandela: "Senza di lui non saremmo qui ora", prima di cantare "Free Nelson Mandela".

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