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Nessuno vuole cantare per Trump. Ma lui usa i Rolling Stones..

E gli Arcade Fire tuonano contro il neopresidente USA con l’inedito “I Give You Power”.

Nessuno vuole cantare per Trump. Ma lui usa i Rolling Stones..

La lista di artisti che non hanno voluto cantare per l’inaugurazione del mandato presidenziale di Trump è una specie di elenco del telefono della musica internazionale. Eppure, quando il nuovo Presidente è apparso all’evento al Lincoln Memorial di Washington, lo ha fatto sulle note di uno dei tanti gruppi che hanno pubblicamente preso le distanze da lui: i Rolling Stones.

La canzone è "Heart of Stone", e non è nemmeno il primo pezzo degli Stones che Trump ha usato negli ultimi mesi. Al discorso ufficiale dopo la vittoria, è arrivato sulle note di "You Can’t Always Get What You Want". Mick Jagger non sarà affatto felice. Dopo le elezioni, aveva detto: “La gente è disorientata. E dico 'disorientata' solo per essere educato”.

I protagonisti del concerto per Trump? Non sarebbe stata eccitante nemmeno per il festival estivo di una piccola città di provincia: c’erano il duo country Big & Rich, i 3 Doors Down, il cantautore patriottico Lee Greenwood, il coro dei mormoni, la banda marciante del Talladega College, Tony Orlando, che ha avuto tutti i veri successi negli anni Settanta, e la giovane mezzosoprano Jackie Evancho.

Jackie è l’unica vera star che Trump è riuscito a scritturare, ha 16 anni, era diventata famosa a 10 grazie a una partecipazione in America’s Got Talent e al Corriere della Sera, che l’ha intervistata, ha detto: “Sono molto emozionata. Ciò che mi auguro per la mia carriera è di cantare per più presidenti americani possibili. Amo il mio Paese”.

Intanto, dopo lo shock di novembre, il mondo della musica ha ritrovato attivismo e voglia di fare politica. I canadesi Arcade Fire hanno appena condiviso una nuova canzone di protesta, "I Give You Power", con la collaborazione della cantante R&B Mavis Staples. Non sarà un pezzo del loro prossimo album, ma servirà a raccogliere fondi per la American Civil Liberties Union, che si batte per il rispetto dei diritti civili negli Stati Uniti.

"Non è mai stato così importante stare insieme, prenderci cura gli uni degli altri", ha scritto la band dal proprio account ufficiale su Twitter. E anche Nancy Sinatra ha avuto qualcosa da dire a Trump, che pare voglia usare "My Way" di suo padre Frank durante la sua inaugurazione. A chi gli chiedeva cosa ne pensasse, Nancy ha risposto su Twitter: “Ricordatevi solo come comincia la canzone”. E come comincia? Con il verso: “And now, the end is near”, cioè “e ora la fine è vicina”.

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