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Sanremo: è lo show di Carlo Conti, Maria De Filippi e Tiziano Ferro

Apre il tributo a Tenco. Carmen Consoli, Ricky Martin, Clean Bandit e “Bob Dylan” dominano la scena. La gara non decolla.

Sanremo: è lo show di Carlo Conti, Maria De Filippi e Tiziano Ferro

La prima serata decolla in bianco e nero con l’atteso omaggio di Tiziano Ferro a Luigi Tenco, scomparso proprio a Sanremo 50 anni fa. Ed è su una variazione muscolare delle ultime note toccanti del classico MI sono innamorato di te, e dell’altrettanto nota Vedrai vedrai, che il nuovo palcoscenico dell’Ariston si anima riportandoci agli sfarzi della terza edizione ideata e condotta da Carlo Conti, stavolta affiancato dalla regina degli ascolti Mediaset, Maria De Filippi. Inizia così la 67esima edizione del Festival della Canzone italiana di Sanremo.



Maria De Filippi entra in scena, nonostante l’influenza, dribblando le temutissime scale dell’Ariston, che forse scenderà “l’ultima sera”, ha detto. Consumati i convenevoli, la gara dei BIG entra nel vivo. Il primo a scendere nell’arena sanremese è Giusy Ferreri, interprete del brano Fa talmente male, farina del sacco (tra gli altri) dell’hitmaker Roberto Casalino e dei produttori di grido Takagi & Ketra, gli stessi di “Roma-Bangkok”. E’ il turno di Fabrizio Moro, ormai un veterano del Festival, in gara con una ballata d’amore, Portami via. Terza in ordine di uscita è Elodie, e a presentarla ci si aspetta che sia colei che l’ha lanciata sulle reti Mediaset, Maria De Filippi, ma prima, manna per le signore in ascolto, c’è il bel Raoul Bova, ed è lui a introdurre – con qualche difficoltà - l’ex eroina di Amici, Elodie, alla sua prima volta al Festival con un brano scritto dalla sua amica Emma, “Tutta colpa mia”. Timida, sorridente, elegantissima, la giovane rookie del pop italiano domina la scena con disinvoltura, ennesima dimostrazione di quanto i talent televisivi possano essere un’autentica fucina di talenti.



Sul palco ci sono gli angeli del Bel Paese. “Una vetrina importante come il Festival”, ha detto Conti, “quest’anno ha l’obbligo di dire grazie agli uomini e le donne che dedicano la vita agli altri”, tutti quei Vigili del Fuoco, uomini e donne della Guardia di Finanza, della Croce Rossa, della Protezione Civile, del Genio Militare, delle Forze Armate e del Soccorso alpino che hanno rischiato la loro vita per trarre in salvo le popolazioni colpite dal terremoto. La quarta è la cantante, conduttrice, attrice e attrice Lodovica Comello, la showgirl acqua e sapone più amata da giovani e giovanissimi, al suo primo Festival con il brano Il cielo non mi basta.

La rivincita di Crozza. Stavolta, archiviato l’incidente del 2013, quando la sua performance venne sabotata dai fischi di parte del pubblico in sala, Maurizio Crozza ha preferito “giocare in casa”, sebbene in collegamento da Milano, con una “copertina” in stile Ballarò che, partendo dalla coppia De Filippi-Conti, o come li ha ribattezzati lui, “i promessi sponsor”, ha virato sulla satira politica conquistando il pubblico in sala, senza riserve. E’ il turno di una signora della Canzone italiana d’autore, Fiorella Mannoia, in gara con Che sia benedetta, il suo inno alla vita, “che siamo noi che dovremmo imparare a tenercela stretta”, canta. Tocca all’ex voce dei Dear Jack, oggi solista, in gara – per la terza volta - con il brano intitolato Nel mezzo di un applauso.


Tiziano Ferro riguadagna il palco per regalare al pubblico, dopo l’importante omaggio a Tenco, il secondo atto della sua partecipazione a questo Festival, con “Potremmo ritornare”, singolo che ha anticipato l’uscita dell’album bestseller Il mestiere della vita. Ma il meglio deve ancora venire, perché a raggiungerlo on-stage è Carmen Consoli, partner radiosa nel singolo Il conforto, un duetto pieno di insidie, ma perfetto, eseguito magistralmente da due artisti italiani che hanno tanto in comune: il talento, la libertà e la capacità di scaldare con le loro voci un brano modernissimo, retto da glaciali arrangiamenti elettronici. L’abbraccio finale arriva insieme a un’ovazione del pubblico in sala. La gara riprende con Al Bano, alla sua 15esima volta al Festival, un accostamento audace dopo la coppia Ferro-Consoli, ma si sa, Sanremo è anche questo. A riportare la serata alla contemporaneità dopo l’aria di un Albano Carrisi apparso in realtà un poco sotto tono, tocca a Samuel, frontman dei Subsonica alla prima prova solistica con Vedrai, up-tempo che strizza l’occhio all’r&b e che le radio non faticheranno a “suonare”, anzi.

Entrano in scena Paola Cortellesi e Antonio Albanese, coprotagonisti del film Mamma o papà?. Sul palco sono Nicola e Valeria, protagonisti – fuori concorso, ricorda Carlo Conti – di un esilarante medley d’amore sanremese, sgrammaticato e tutto da ridere, che ai meno giovani ricorderà un precedente datato 2006, quando Paola Cortellesi conquistò la platea dell’Ariston al fianco del rapper Frankie Hi Nrg con l’indimenticabile “Non mi chiedermi”. Il nono campione in gara è Ron con L’Ottava meraviglia, una canzone d’amore toccante che precede un intervento di Maria De Filippi dedicato alle giovani vittime del bullismo, giovani che sul palco sono rappresentate dai due intraprendenti fondatori, altrettanto giovani, dell’associazione “MaBasta”. Fatalità, la gara riprende con “Ragazzi fuori”, la nuova proposta per il Festival di Clementino.

Ricky Martin: a Sanremo brilla “La vida loca”. A 45 anni suonati, lui è sempre lo stesso, forse un po’ appesantito, ma ancora in gran forma. Ha fatto coming out, è diventato papà di due bambini, ha scritto un libro autobiografico, “Io”, ma sa ancora tenere il palco, sebbene con l’età, bontà sua, sembra aver smesso i panni del sex symbol puntando tutto sull’intrattenimento musicale con un medley festaiolo, un siparietto latino forse un po’ nostalgico, ma perfetto per scaldare la platea e far ballare tutti, Carlo Conti e vertici Rai (e concorrenti) inclusi. Come ha detto Crozza, è il Sanremo delle Larghe intese. La gara la chiude Ermal Meta, con la sua “Vietato Morire”. L’impressione è che gli ospiti dominino la scena. E che delle canzoni in gara non sia rimasto molto. Ma è soltanto l’inizio, la strada è ancora lunga. E Conti cala l’asso lanciando l’ospite a sorpresa, colui che “non è andato a ritirare il Nobel, ma è venuto a Sanremo”. Il signor Dylan (Bob), che ha confessato di non essere andato a ritirare il Nobel “perché quella sera avevo lezione di Pilates. Conti lo congeda senza smascherare l’impostore, segno che tornerà domani, chissà nei panni di chi, ma l’accento lo tradisce. Chi è? Il sipario si chiude con i Clean Bandit e il loro nuovo tormentone “Rockabye”. Domani la gara continua con gli altri 11 Big. Ma Clementino, Ron e Giusy Ferreri sono a rischio eliminazione. 

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