Lettere di rifiuto alle star

Bono Vox, Madonna, Andy Warhol: i 'No' agli esordi della loro carriera

Rifiuti 'Eccellenti'

Bono Vox, Madonna, Andy Warhol: i 'No' agli esordi della loro carriera 

Artisti del calibro di Madonna, Andy Warhol, Tim Burton o ancora U2, agli esordi della loro carriera, si sono visti recapitare lettere di rifiuto che propabilmente oggi i mittenti si saranno amaramente pentiti di aver inviato.
Ad alcuni di loro è stato detto di provare a rivolgersi altrove ad altri addiritura di smettere con la loro attività artistica.

Ed eccole alcune delle lettere, inviate da case discografiche, editori o produzioni cinematografiche, che hanno cominciato a girare sui social network.



Il discografico Jimmy Ienner, produttore della colonna sonora di Dirty Dancing e Sister Act rispose negativamente alla giovane Madonna dicendo: “Mi sono divertito ad ascoltare Madonna, la produzione, l’arrangiamento e lei è davvero forte. La direzione è quella giusta, secondo me. L’unica cosa che manca in questo progetto è il materiale. Mi piace “I Want You”, “Get Up” e “High Society”, ma non mi piace del “Love On The Run”. Non Credo che lei sia ancora pronta, ma ha le basi per diventare una grande artista. Passo per ora, ma aspetto qualcosa di più.”
Era il 1981. Madonna l'anno successivo produrrà il suo primo singolo “Everybody” che raggiungerà la terza posizione della classifica Billboard Hot Dance.

Ma se il caso di Madonna vi sembra inverosimile leggete la risposta inviata da Robert Stigwood della RSO Records, nel 1979, all'allora Paul David Hewson (che poi diventerà Bono Vox, frontman degli U2): “Abbiamo ascoltato con attenzione il suo nastro ma pensiamo che al momento non sia adatto per noi. Le facciamo i migliori auguri per la sua futura carriera”.
Il 20 ottobre 1980 esce Boy il primo singolo degli U2 Rifiuti non solo per il mondo musicale.

Nel campo dell'arte un'altro celebre artista che si è visto recapitare una lettera di rifiuto è Andy Warhol; nel 1956 infatti il MoMA, Museum of Modern Art di New York rifiutava un disegno intitolato “Shoe” con questa giustificazione: "Per problemi di spazio non possiamo accettare la sua generosa offerta".
Oggi lo stesso museo possiede 168 pezzi del famoso artista, comprese la Marilyn in versione Pop Art e i barattoli di zuppa Campbell’s.

Rifiuto anche per Tim Burton che nel 1976, quando era ancora un giovane studente sconosciuto, sottopose all'attenzione della Walt Disney Production il suo libro di disegni The Giant Zlig. L'editor T. Jeanette Kroger lo bocciò definendolo "troppo simile ai lavori di Dr. Seuss per essere venduto".
Qualche anno più tardi Burton venne assunto proprio dalla Disney come apprendista animatore.

Sempre tra i fumettisti, simile sorte tocco a Jim Lee (a cui nel 2010 la DC Comics affidò il rilancio di Batman e Superman). Queste le parole di Elio R. Brown della Marvel: "Il suo lavoro sembra fatto da quattro persone diverse. Rimandi tutto quando riuscirà a fare qualcosa di più consistente e quando avrà imparato a disegnare le mani".

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