La banana mangiata da Dani Alves? Una trovata pubblicitaria

I pubblicitari: "Abbiamo studiato un'azione che valesse più di mille parole"

Neymar col figlio su Instagram e Facebook

I pubblicitari: "Abbiamo studiato un'azione che valesse più di mille parole"

Ha fatto il giro del mondo diventando una bandiera di tutti coloro che si battono contro il razzismo. Il centrocampista del Barcellona Dani Alves che raccoglie, sbuccia e mangia la banana lanciatagli dai tifosi del Villareal ha scatenato migliaia di reazioni.

Ma se si trattasse di una campagna pubblicitaria?

Dani Alves e il compagno di squadra Neymar, stufi di ricevere insulti razzisti, da tempo si erano affidati ad un'agenzia pubblicitaria chiedendo di pensare ad uno slogan antirazzismo. Quanto è accaduto durante la gara tra Barcellona e Villareal è stato l'episodio perfetto per lanciarlo.
A raccontarlo, al quotidiano spagnolo AS, il pubblicitario Guga Ketzer, vice presidente dell'agenzia Loducca che ha coordinato le operazioni di marketing in Brasile dopo l'episodio di domenica.
"La campagna era già pronta da due settimane e si attendeva solamente il momento giusto per lanciarla. L'idea era stata preparata per Neymar però è toccato prima a Dani Alves. Il modo migliore per contrastare i pregiudizi è togliergli forza per fare in modo che il gesto razzista non si ripeta" ha precisato Ketzer in un intervista a Veja.

Così si spiega il tweet di Neymar, il giorno dopo l'accaduto, che ha lanciato su Twitter l'hashtag #somostodosmacacos (#siamotuttiscimmie).

Non mancano però le polemiche a riguardo. I tifosi si dividono. Alcuni continuano a difendere Alves convinti che il suo gesto abbia un valore che va ben al di là del marketing, altri sono indigniati per il lancio sul mercato da parte di Luciano Huck, noto presentatore tv e grande amico di Neymar, di una maglietta con l'hastag #somostodosmacacos e l'immagine di una banana (25 euro). 

Maglietta siamotuttiscimmie

 

Talmente indignati da aver lanciato un contro-hashtag: #Naosomostodosotarios (#orasiamotuttioche).

Naosomostodosotarios

Alves si difende: "Su un campo di calcio non ti aspetti mai che ti tirino una banana o una cosa simile, è stata una reazione spontanea. È stata una reazione che voleva esprimere un modo un po' divertente di vedere la vita. Rispondere al male col male non è da me e spero che la gente prenda coscienza di certi gesti nel momento in cui deve prendere una decisione che può provocare tanti danni".

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