I dieci fumetti che hanno fatto l'Italia

I mutamenti della storia rivissuti attraverso i fumetti

Diabolik ed Eva Kant

I mutamenti della storia rivissuti attraverso i fumetti

Hanno incendiato epoche, colorato fantasie e animato le parole:  sono i dieci fumetti che hanno fatto l'Italia e a racchiuderli sapientemente in un libro è la penna di Roberto Alfatti Appetiti.

1) Correva l'anno 1908 e il fermento culturale era ancora pieno di speranze quando, in edicola, approdò per la prima volta l'inserto del "Corriere dei piccoli" insieme al noto quotidiano Corriere della Sera. Le storie, caratterizzate da un'anima a sé con luoghi e date specifiche, permettevano ai più giovani di leggere piacevolmente.


Fonte Wikipedia

2) Le grandi firme: non si tratta di fumetti che parlano di moda ma si tratta di donne belle, finalmente libere di essere emancipate e di mostrarlo al pubblico, loro sono Pin-Up e all'interno del periodico che portava la sigla di un grande Cesare Zavattini, hanno saputo regalare sensualità e femminilità.

3) Pensare ad un contesto western e al fumetto vuol dire solo una cosa: Tex Willer. Il nome precede il conosciutissimo personaggio, così famoso in tutto il mondo che la sua nascita italiana ne decreta un orgoglio per il popolo, almeno quanto la pizza e la pasta.

Foto flickr 

4) Uno Zio Paperoni che rincorre i Bassotti (o viceversa, dipende dai punti di vista), uno zio paperino squattrinato, tre nipoti che sono piccoli scout con il loro manuale delle giovani marmotte, un inventore originale che porta anche il nome di un matematico e ovviamente lui, Topolino, che insieme al commissario Basettoni difende Topolinia dagli attacchi dei criminali... Insieme a Paperinik, ovviamente!

5) Irriverente, intimo e intrigante: i tre aggettivi vincenti che hanno in comune la vocale iniziale, caratterizzano lui, il fumetto noir che è storia ancora oggi, si parla di Diabolik. Ladro non per altruismo ma per scopi personali, accanto a una graffiante Eva Kant, questo storico fumetto ha sempre avuto il coraggio

Foto Olycom

6) Un Commissario Spada dove i protagonisti sono anche gli anni '60, caratterizzati dal bianco e nero di tagli stilistici profondi, per certi versi anche acuti.

7) Il 1978 oltre ad aver portato nell'inchiostro di molti autori tante idee brillanti, ha regalato ai pennarelli di Stefano Tamburini un immaginario vincente, come quello di Ranxerox: evocativo al punto giusto, spietato quanto basta, in fondo buono.

8) Sognanti e ribelli i poster alla Frank Frazetta. Con le sue immagini, tantissime arti sono state influenzate da una sapienza così magistrale nel saper riprodurre chiaroscuri con così tanta forza evocativa.

9) Prima di Paperoga, prima di Qui Quo Qua, prima di Clarabella e prima di Pico de Paperis c'era lui, Paolino Paperino. Sfortunato, distratto e sognante, tutti si sono ritrovati prima o poi a immedesimarsi in lui, la vera icona generazionale simbolo di un'epoca zoppicante.

10) Ebbene anche la politica, che dopotutto appartiene ad ogni cittadino, entra nei fumetti: Capitan America sicuramente ne è il capostipite.

Fonte Wikipedia

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