La violenza sulle donne è fisica, mentale, e ancora attuale

Una giornata per aiutare le donne a uscire dal buio

Una donna rappresentata senza bocca

Una giornata per aiutare le donne a uscire dal buio

Il 25 Novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne, incontri e dibattiti si celebrano in ogni lato del mondo, Benetton propone una campagna in cui una donna viene simbolicamente lapidata ma con dei petali di fiori, Milano vedrà protagonista il tour di "24 ore per parlarti d'amore", il camion che si occuperà di sensibilizzare, girando per la città, il problema della grande battaglia che molte donne sono ancora costrette ad affrontare. Che argomento difficile da toccare, in un Paese come il nostro in cui il delitto d'onore (che consentiva al marito di uccidere la moglie, se tradito) è stato abrogato nel 1981, in cui fa ancora paura sognare la carriera quando sei considerata una potenziale macchina da figli che si metterà in maternità, in cui madri e mogli perdonano uomini violenti nascondendo la verità dietro giustificazioni.

Violenza domestica, stupro, discriminazione, donne sfigurate da compagni così gelosi da rivendicarle come proprietà privata. L'intollerabile è il senso di colpa che pervade la vittima: per giustificare l'aggressore, per nascondere un marito violento o per fingere che tutto vada bene, le donne si assumono spesso la responsabilità dell’accaduto, per paura o per vergogna. Si rifugiano nel silenzio. Perché hanno imparato ad essere forti in un mondo che ha la corsia preferenziale per l'altro sesso. Perché molto spesso la loro esistenza viene rovinata proprio dall'uomo di cui più dovrebbero fidarsi, e non solo da completi estranei. Una donna su tre, nel mondo, è vittima di violenza domestica. E l'angolo di mondo con le peggiori condizioni di vita per la donna, è il Sud-Est Asiatico, che fa anche da padrone nella scena del turismo sessuale.

Ma la violenza non è solo fisica: la pura discriminazione sul lavoro in quanto donna, culture differenti che in qualche modo tolgono libertà di scegliere chi amare, decidere come vivere la propria vita, gestire il proprio corpo. Stereotipo del sesso debole, ancora forte in tante parti del mondo. Le donne sono ancora quelle su cui si possono rivendicare diritti. Le parole d'ordine sono rieducazione, ricerca di aiuto, sensibilizzazione e rispetto. Perché nel 2014 dobbiamo essere pari. Perché l'inaccettabile non può diventare regola. Flashmob, mostre ed eventi globali per dire, a voce alta, NO. Come dice Michelle Bachelet, Vice segretario generale e direttore di UN Women (agenzia istituita dall’ONU per la tutela delle donne) "dobbiamo creare una cultura del rispetto".

Ecco alcuni tweet di UN Women (@UN_Women) in occasione della campagna:

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