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Sanremo 2018, la seconda serata: Baudo trionfa, Sting incanta l'Ariston e debuttano i giovani

Continua la gara tra i campioni (grandi "assenti" Meta e Moro), debuttano le nuove proposte ma la scena è per gli ospiti: Sting, Biagio Antonacci, Pippo Baudo, Vecchioni e il mago Forrest

Sanremo: ecco cosa è successo durante la seconda serata

Michelle Hunziker e Claudio Baglioni hanno inaugurato la seconda serata del Festival di Sanremo rifacendo al pianoforte una scena del film Disney Biancaneve e i sette nani. Michelle, ovviamente, era Biancaneve, Baglioni ha interpretato un riluttante «pozzo dei desideri». E sulle note di questo falsetto il conduttore e direttore artistico ha dato il via alla serata, con la gara delle Nuove Proposte, tutti anticipati da un videomessaggio in stile talent show.

Il primo a esibirsi è stato Lorenzo Baglioni, con Il Congiuntivo e una coreografia a tema scolastico (con tanto di campanella). Dopo di lui Giulia Casieri con Come stai? Poi Mirkoeilcane («Pensavo che a Sanremo sarei andato solo in vacanza») che ha cantato Stiamo tutti bene. Chiude il quartetto Alice Caioli con Specchi rotti. Alla fine è arrivato il verdetto della giuria demoscopica, la classifica dei quattro è in quest'ordine: Alice Caioli, Lorenzo Baglioni, Giulia Casieri, Mirkoeilcane.

La prima esibizione dei campioni in gara è stata quella di Le Vibrazioni. Michelle Hunziker ha poi parlato della "possibile violazione" del regolamento di Fabrizio Moro ed Ermal Meta, annunciando ufficialmente dal palco ciò che era già noto: la sospensione del brano rimandato a domani in attesa di approfondimenti. «È giusto che sia così», ha detto Michelle.



Quindi spazio a Nina Zilli con Senza appartenere e dopo di lei spazio al trio Il Volo, molto emozionati per il loro ritorno a Sanremo («Siamo nati qui») e per il tributo a Sergio Endrigo. Dopo di loro, Diodato e Roy Paci hanno cantato la loro Adesso, prima di lasciare spazio a uno dei momenti più attesi, Pippo Baudo che è stato invitato per festeggiare i suoi cinquant'anni di Festival di Sanremo, ricordando tutti i momenti più belli, da Louis Armstrong a Madonna, passando per le «scoperte» di Giorgia, Eros Ramazzotti e Laura Pausini. E alla fine ha annunciato Elio e le storie tese, con baciamano di Elio (e a condurre tutto Vessicchio, più di così?).

A questo punto è arrivato il primo Superospite italiano della serata, Biagio Antonacci, con l'immancabile duetto con Claudio Baglioni, su Mille giorni di me e di te, prima di annunciare le date del suo tour. Dopo Antonacci, la canzone di Ornella Vanoni, accompagnata da Pacifico e Bungaro. Pierfrancesco Favino si è esibito nel suo ormai classico, ironico «momento culturale», partito parlando di Garcia Lorca e sfociato addirittura in Despacito, con balletto portoricano che ha lasciato Michelle Hunziker col fiatone e un filo di voce, quello sufficiente per lanciare la canzone di Red Canzian.

Subito dopo c'è stato uno dei momenti più attesi di questa serata sanremese, l'arrivo di Sting all'Ariston, che ha cantato in italiano Io muoio per te, scritta di Zucchero, prima di chiacchierare in inglese di musica italiana con Pierfrancesco Favino. E poi è apparso sul palco Shaggy, la nuova coppia nata in Giamaica, insieme hanno cantato il loro singolo Don't Make me Wait

Franca Leosini, anche lei molto attesa, è apparsa accanto al pianoforte mentre Baglioni cantava Questo piccolo grande amore, per uno strano duetto al quale ha partecipato in coro anche il pubblico dell'Ariston. E poi Franca ha confessato qual è la sua canzone sanremese preferita, Ancora di Eduardo De Crescenzo, prima di uscire su queste note abbracciata a Baglioni. Dopo di lei sono arrivati sul palco Ron, col suo pezzo scritto da Lucio Dalla, Almeno Pensami, e Renzo Rubino, con la sua canzone sul divorzio. Il tempo di un altro duetto "Baglioniano", con Il Volo, per poi ascoltare Il mondo prima di te di Annalisa. Chiude la sfilata dei campioni l'esibizione dei Decibel, con la loro canzone dedicata a David Bowie. 

Dopo il telegiornale, è arrivato al Festival anche Roberto Vecchioni, che ha duettato con Baglioni su Samarcanda, della quale ha raccontato anche la genesi biblica (e lo strano destino di essere sempre cantata dai bambini delle elementari). E poi ha improvvisato anche una versione del pezzo con cui vinse il Festival nel 2011, Chiamami ancora amore.

Il tempo della gag del Mago Forrest e si è arrivati alla fine della serata. Il voto della sala stampa ha deciso questa classifica. Nella fascia blu, la migliore: Roy Paci e Diodato, il trio Ornella Vanoni, Bungaro e Pacifico e Ron. Nella fascia gialla, intermedia: Le Vibrazioni, Annalisa, Decibel. In quella rossa, la peggiore: Nina Zilli (per la delusione evidente di Michelle Hunziker), Elio e le Storie Tese, Red Canzian e Renzo Rubino.

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