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Miti, leggende e maledizioni del mondo della musica

Numeri sciagurati, demoni e messaggi paranormali: ecco alcuni dei casi più misteriosi del rock

Miti, leggende e maledizioni del mondo della musica

Parecchie leggende circondano il mondo della musica. Storie di rockstar che mangiano pipistrelli o nomi come quello di Marilyn Manson regalano sempre spunti di discussione poco ortodossi, e sono solo la punta dell’iceberg dei miti misteriosi legati al rock.

Personaggi morti in circostanze poco chiare, numeri che accomunano tragici avvenimenti, album accusati di essere congiure: ecco alcune leggende non ancora smentite o confermate.

1. Quella del numero 27 è una maledizione conosciuta anche come Club 27. Si riferisce all’età che avevano alcuni musicisti il giorno del loro decesso. Alcuni nomi? Kurt Cobain, Amy Winehouse, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Brian Jones, Robert Johnson.

2. La maledizione della Nona è associata alla musica classica più che a quella contemporanea. Pare infatti che molti compositori siano morti dopo aver scritto la loro Nona Sinfonia. I due esempi più famosi sono Beethoven e Mahler.

3. La maledizione di “Gloomy Sunday”: si dice che questo brano sia talmente deprimente da invogliare chi lo ascolta a suicidarsi. Scritto dagli ungheresi Rezs Seress e Ladislao Javor, parla di un suicidio e le autorità ungheresi registrarono un aumento dei suicidi nel suo anno d’uscita (1933). La versione più famosa fu poi quella di Billie Holiday, del 1941, anch’essa associata quell’anno a un lieve incremento del tasso di suicidi.

4. La maledizione di “My Way” cantata al karaoke: nelle Filippine l’esecuzione al karaoke della canzone di Frank Sinatra è associata alla morte. Molte persone dopo averla cantata sono infatti decedute e si vocifera che la colpa sia dovuta alla popolarità del brano unita all’atmosfera aggressiva dei club locali: il mix sembra aver condotto a un alto tasso di omicidi.

5. La maledizione di Robert Johnson, conosciuto come il bluesman che ebbe un incontro con il diavolo. Pare che Johnson lo abbia incontrato a un incrocio. Il cantante divenne famoso, ma morì ad appena 27 anni (vedere punto primo). Da quel momento, la sua canzone “Crossroads” (incrocio) è considerata maledetta: molti artisti che ne hanno fatto una cover, come Eric Clapton, si sono visti piombare addosso tragedie personali.

6. La maledizione dei chitarristi dei Fleetwood Mac: ci sono state molte storie di band maledette (come i Led Zeppelin), ma tra tutte spiccano i Fleetwood Mac, il cui album “Rumors” vendette più di 19 milioni di album nei soli U.S.A. Il gruppo fu fondato da Peter Green, entusiasta consumatore di acidi e soggetto a crisi schizofreniche che nel 1977 lo costrinsero al ricovero in manicomio. Poco dopo il chitarrista Jeremy Spencer prese troppa mescalina e nel 1971 si unì a una setta. Nel 1972 l’altro chitarrista Danny Kirwan manifestò gravi disturbi mentali e finì in miseria, vivendo da senzatetto. Più recentemente il chitarrista Bob Weston è morto di aneurisma nel 2012 e poco dopo Bob Welch si è suicidato dopo aver ricevuto la notizia che non avrebbe più camminato. In tutto, la band ha avuto 15 componenti.

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