7 cose che non sai sulla pupù

Per alcuni è una delle cose più disgustose al mondo, per altri è fonte di nutrimento o anche di guadagno. Ecco 7 curiosità sulla pupù!

7 cose che non sai sulla pupù

Eccoci ad affrontare un argomento un po’ tabù. Ma come tutte le cose che ognuno di noi fa, perché vergognarsi?

Vediamo quindi 7 cose riguardanti… la pupù, tratte da Focus.it:

1. Qual è la sua composizione? Partiamo dall’inizio: le feci umane sono formate per il 75% di liquidi e per il 25% di materiale solido (soprattutto cheratina e fibre di cellulosa).

Come da immaginarsi, è presente anche un gran numero di batteri, che formano ben il 30% del suo peso. Un ulteriore 15% è invece composto da sostanze inorganiche, come calcio e fosfati.

2. Perché puzza? Tutta colpa dello zolfo e delle molecole di ammonia­ca e trimetilammina.

I giapponesi, sempre avanti soprattutto in fatto di invenzioni strampalate, hanno creato delle pillole per diminuire l’odore sgradevole, che funzionano disgregando le molecole di ammonia­ca e trimetilammina. Le vendite vanno alla grande.

3. Quanta se ne fa? Durante un’intera vita, ogni essere umano produce almeno 6 tonnellate di escrementi. Lo avreste mai detto?

4. Per quanto tempo si può stare senza farla? Perché l’attività dell’intestino venga considerata “regolare” si dovrebbe evacuare 3-4 volte a settimana. Può però succedere di soffrire di stitichezza, soprattutto quando si viaggia. Pensate che gli astronauti, che non introducono fibre, a volte vanno di corpo solo una volta al mese. Ad ogni modo, non fa per niente bene: si rischiano pericolose e dolorose occlusioni intestinali.

5. Chi la fa più grande? Esiste un Guinnes dei primati anche per la pupù:

  • gli escrementi più piccoli sono prodotti dell'acaro: un millesimo di millimetro.
  • i più grandi sono quelli dell’elefante: ogni “elemento” della deiezione misura dieci centimetri di lunghezza e 12 di diametro.

Una curiosità: la pupù meno visibile è quella della balena azzurra, che consiste in una nuvola quasi trasparente, composta dai gusci dello zooplancton.

6. Usi medici. Fa un po’ senso pensarci, ma esiste il trapianto di feci. Si tratta della cosiddetta “batterioterapia fecale”, utilizzata per sconfiggere un pericoloso batterio che causa diarrea e colite pseudomembranosa: il Clostridium difficile. In pratica, l’intestino del malato viene ricolonizzato dalla flora batterica sana di un donatore.

7. Usi bellici. Pamela Dalton è una ricercatrice del centro Monell di Chimica dei sensi di Filadelfia e ha lavorato a un progetto militare americano per realizzare una bomba puzzolente. Questa arma non è mortale, ma è in grado mettere in fuga il nemico… proprio con la puzza.

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