Le vere origini della festa della donna

Sapete per quale motivo si festeggia l'8 marzo?

Le vere origini della festa della donna

L’8 marzo viene comunemente festeggiata la “Festa della Donna”.

Basta guardarsi intorno per vedere, già diversi giorni prima, un profluvio di mimose, cioccolatini, pubblicità di vari prodotti da regalare in questo giorno. Le discoteche organizzano serate a tema e addirittura i molti musei fanno entrare gratis le appartenenti al gentil sesso.

Tutto molto bello.

Ma sappiamo perché esiste un giorno in cui vengono “festeggiate” le donne e perché cade proprio l’8 marzo?

Innanzitutto partiamo dal nome corretto della ricorrenza: “Giornata Internazionale della Donna”. Già da qui capiamo che non c’è nessuna festa vera e propria, bensì una ricorrenza che dovrebbe servire per far riflettere tutti su qualcosa.

Sì, ma cosa?

Questa giornata nasce per ricordare le conquiste politiche, economiche e sociali che le donne, non senza sforzi, hanno faticosamente raggiunto in anni e anni di lotte contro il maschilismo imperante. Inoltre, l’attenzione vuole essere portata sulle discriminazioni e le violenze che, non solo nei Paesi più arretrati del mondo, ancora vengono perpetrate sul genere femminile.

La nascita di questa ricorrenza è molto complicata da ricostruire e si confonde con numerosi eventi sociali, politici e bellici avvenuti all’inizio del secolo scorso.

Tutto nacque da un gruppo di femministe socialiste che lottavano per il suffragio nella Stoccarda del 1907. Gli ideali ai quali queste donne si ispiravano si diffusero velocemente e il partito socialista di Chicago, il 3 maggio 1908, indisse una prima conferenza alla quale furono invitate tutte le donne, chiamata “Woman’s Day”: l’ordine del giorno prevedeva discussioni riguardanti lo sfruttamento dei datori di lavoro nei confronti delle operaie, delle discriminazioni sessuali e del voto femminile.

L’evento ebbe una risonanza straordinaria, tanto che il 22 novembre, a New York, si svolse un grande sciopero che vide aderire 20.000 camiciaie.

Il Woman’s Day si tenne anche il successivo 28 febbraio nella Grande Mela: il tema riguardava sempre le rivendicazioni sindacali e quelle politiche inerenti il diritto di voto.

Nel frattempo gli anni passarono e una giornata dedicata alla donna (mai con una data univoca) si andò creando anche in Germania, Svizzera, Austria, Danimarca, Francia, Svezia, Russia, fino allo scoppio della Prima Guerra Mondiale, quando le celebrazioni vennero sospese.

Fu solo l’8 marzo del 1917 che a San Pietroburgo le donne russe guidarono una grande manifestazione per la fine della guerra.

Proprio in seguito a questo avvenimento – e per la necessità di fissare una data uguale per tutti i Paesi – il 14 giugno 1921, durante la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, svoltasi a Mosca, venne fissato l'8 marzo come “Giornata internazionale dell'operaia”.

Questa è la vera storia della nascita della cosiddetta “Festa della Donna”.

Ma perché allora è famosa tutta un’altra versione, quella tragica delle operaie morte nel rogo di una fabbrica di camicie a New York nel 1908?

Fu proprio a causa della connotazione così fortemente politica dei primi “Woman’s Day” a cui si aggiunge il fatto che la Russia e il movimento comunista si erano trovati totalmente isolati dagli scenari socio-economici e, infine, le vicende belliche delle Seconda Guerra Mondiale, che fecero dimenticare i fatti, perdere la cosiddetta “memoria storica” degli eventi reali, contribuendo alla nascita di altre storie.

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