La poesia postuma che ha commosso il web

Le rime di Mak Filiser, lasciato da solo nei suoi ultimi giorni di vita, diventano virali grazie a un'infermiera

La poesia postuma che ha commosso il web

I famigliari di Mak Filiser non avevano più tempo per lui. Troppi i problemi e gli impegni per potersi dedicare al membro più anziano della famiglia che, dopo una vita dedicata ai suoi cari, era stato così trasferito in un ospizio, dove ha trascorso in solitudine gli ultimi giorni della sua vita.

È proprio in quella casa di cura che Mak si è spento, senza una sola faccia amica che potesse accompagnarlo, tenerlo per mano mentre affrontava il suo ultimo viaggio. Prima di andarsene, tuttavia, Mak ha lasciato dietro di sé una traccia, un insegnamento che forse potrebbe far riflettere le persone che, come i suoi familiari, non hanno o non hanno avuto la sensibilità e il rispetto dovuti a una persona cara.

La prima persona a trovare la strada indicata da Mak è stata un'infermiera di Melbourne che, mentre ne raccoglieva e riordinava gli effetti dopo la morte, ha rinvenuto una poesia che l'anziano signore aveva composto per i posteri durante gli ultimi giorni della sua vita. Impressionata e commossa dalla bellezza di quelle parole, l'infermiera ha deciso così di far leggere la poesia a tutti i suoi colleghi e di impegnarsi affinché essa venisse pubblicata nell'edizione natalizia delle principali riviste del paese.

"Che cosa vedi infermiere? Cosa vedi?
A cosa stai pensando … quando mi guardi?
Vedi un uomo vecchio, irritabile … non molto saggio,
dalle abitudini incerte … con gli occhi lontani?
Che dribbla con il cibo … e non da alcuna risposta.

..e che quando provi a dirgli a voce alta : ..”almeno assaggia” !
Sembra nulla gli importi di quello che fai per lui..
Uno che perde sempre il calzino o la scarpa..
..che ti resiste, non permettendoti di occuparti di lui..
per fargli il bagno, per alimentarlo… e la giornata diviene lunga ..

Ma cosa stai pensando?.. E cosa vedi ??
.. Apri gli occhi infermiera !!.. perchè tu non sembri davvero interessata a me..
Ora ti dirò chi sono.. mentre me ne stò ancora seduto quì a ricevere le tue attenzioni
… lasciandomi imboccare per compiacerti.
Ho accettato l’offerta di nascere … e ho mangiato secondo il loro piacimento.

“Io sono un piccolo bambino di dieci anni con un padre ed una madre,
Fratelli e sorelle che si voglion bene ..
Sono un ragazzo di sedici anni con le ali ai piedi..
che sogna presto di incontrare l’amore ..
A vent’anni sono già sposo… il mio cuore batte forte ..
giurando di mantener fede alle sue promesse ..
A venticinque….ho già un figlio mio..
che ha bisogno di me e di un tetto sicuro, di una casa felice in cui crescere.
Sono già un uomo di trent’anni e mio figlio è cresciuto velocemente,
siamo molto legati uno all’altro da un sentimento che dovrebbe durare nel tempo.
Ho poco più di quarant’anni, mio figlio ora è un adulto e se ne và,
ma la mia donna mi stà accanto.. per consolarmi affinchè io non pianga.
A poco più di cinquant’anni… i bambini mi giocano attorno alle ginocchia ,
Ancora una volta, abbiamo con noi dei bambini io e la mia amata..

Ma arrivano presto giorni bui…. mia moglie muore..
..guardando al futuro rabbrividisco con terrore..
Abbiamo allevato i nostri figli e poi loro ne hanno allevati dei propri.
..e così penso agli anni vissuti… all’amore che ho conosciuto.
Ora sono un uomo vecchio… e la natura è crudele.
Si tratta di affrontare la vecchiaia… con lo sguardo di un pazzo.
Il corpo lentamente si sbriciola… grazia e vigore mi abbandonano.
Ora c’è una pietra… dove una volta ospitavo un cuore.
Ma all’interno di questa vecchia carcassa un giovane uomo vive ancora
e così di nuovo il mio cuore martoriato si gonfia..
Mi ricordo le gioie… ricordo il dolore.
Io vorrei amare, amare e vivere ancora ..
ma gli anni che restano son pochissimi.. tutto è scivolato via .. veloce.
E devo accettare il fatto che niente può durare..”

Quindi aprite gli occhi gente.. apriteli e guardate..
..”Non un uomo vecchio”.. avvicinatevi meglio e… vedete ME!"

Grazie a lei la poesia postuma di Mak, intitolata "Il vecchio scorbutico", è diventata virale sul web ed ha stregato il mondo, che ha potuto così apprezzare e comprendere i pensieri di una persona costretta a combattere la solitudine usando solamente la forza che le parole possono imprimere su un foglio di carta. 

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