Si può spiegare ai bambini il bullismo con una mela?

Una maestra inglese ci è riuscita.

Si può spiegare ai bambini il bullismo con una mela?

È possibile spiegare ai bambini, in maniera semplice, un concetto così delicato e complesso come il bullismo?

Schiere di psicologi, insegnanti, esperti si interrogano da sempre su quali siano i mezzi più adatti per far conoscere realtà spesso scomode o dolorose ai più piccoli.

Certo, non è affatto semplice. Bisogna saper trasmettere il giusto messaggio facendo capire ai bambini la sua importanza, ma allo stesso tempo utilizzando un linguaggio accessibile.

Rosie Dutton, una maestra inglese, è riuscita in questo difficile intento utilizzando uno dei frutti più comuni: la mela.

Rosie è entrata nella sua classe portando con sé due mele. I bambini non lo sapevano, ma la maestra prima di entrare aveva gettato a terrà più volte uno dei due frutti. Nonostante ciò, all’apparenza sembravano identiche.

A questo punto, Rosie ha chiesto ai suoi alunni cosa ne pensavano delle due mele e loro hanno risposto che sembravano entrambe belle e buone da mangiare.

La maestra ha fatto poi cadere in terra la mela precedentemente ammaccata all’insaputa dei bimbi, iniziando a insultarla, dicendole quanto fosse orribile e disgustosa e invitando i bambini a fare lo stesso, perché se lei disprezzava quella mela anche loro avrebbero dovuto fare lo stesso.

I piccoli all’inizio erano perplessi, ma poi hanno iniziato anche loro a insultare il frutto.

Dopodiché ha fatto passare di mano in mano la mela “sana” riempiendola di complimenti su quanto fosse perfetta e adorabile.

Alla fine, Rosie ha tagliato in due entrambe le mele e, per quanto fossero simili esternamente, la mela “insultata” era scura e ammaccata all’interno, mentre l’altra era fresca e succosa.

Con questo semplice esempio, i bambini hanno immediatamente compreso quanto possa essere subdolo e dannoso il bullismo.

«Hanno subito capito che quello che era successo alla mela disprezzata è ciò che capita a chi è vittima di insulti, molestie e derisione – ha commentato la maestra – Hanno imparato che le azioni hanno sempre delle conseguenze. Quando le persone sono colpite dal bullismo, in particolare i più piccoli, si sentono malissimo dentro anche se spesso non mostrano o raccontano quello che provano. Da fuori, sembrano stare bene, proprio come la mela. Se non avessimo tagliato in due la mela, non avremmo capito quanto male le avevamo causato.

Al contrario delle mele però, noi abbiamo la capacità di fermare questa cosa. Noi possiamo insegnare ai bambini che non va bene dire cose cattive agli altri e possiamo discutere di come quello che facciamo faccia sentire gli altri.

Possiamo insegnare ai bambini ad aiutare gli altri e a fermare ogni forma di bullismo, proprio come ha fatto oggi una bambina, che si è rifiutata di insultare la mela.

Le ferite e il dolore peggiorano sempre di più se niente e nessuno fermerà il bullismo che le provoca.

Forza, creiamo una generazione di bambini gentili e a cui importa degli altri.

La lingua non ha ossa, ma è abbastanza forte da rompere un cuore. Perciò siate prudenti con le vostre parole».

foto da Facebook

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