No alla violenza sulle donne con una barbie tumefatta come simbolo

Un'artista romana ha voluto lanciare un messaggio contro la violenza sulle donne.

No alla violenza sulle donne con una barbie tumefatta come simbolo

Barbie fatte a pezzi, rovinate, livide, incerottate, per poi essere ricomposte in un insieme tumefatto della celebre bambola.

Il viso, nonostante la “violenza”, è riconoscibilissimo per chiunque: i capelli biondi perfettamente acconciati, il sorriso, gli occhi azzurri. Non possono però passare inosservati il labbro sanguinante, la guancia livida, l’occhio nero e le lacrime.

È il ritratto in plastica del volto spezzato di tante donne, passate sotto le mani di uomini che avrebbero dovuto amarle e proteggerle e invece si sono trasformati in aguzzini, spesso proprio tra le mura di casa.

L’opera – “Beaten Barbie”, ovvero “Barbie tumefatta” – è stata realizzata da Lady Be, venticinquenne artista romana, ed è stata presentata in anteprima durante la Triennale dell'Arte Contemporanea di Verona (9-12 giugno).  

Per il suo progetto, Lady Be ha ricomposto bigiotteria tagliata, brani della celebre bambola, pezzi di cancelleria, uniti insieme per creare sfumature di colore come in un moderno mosaico pop.

Lo scopo, chiarissimo, è quello di denuncia nei confronti dei numeri sconvolgenti che riguardano la violenza sulle donne.

Pensate che, secondo i dati Istat relativi del 2014, le donne che hanno subito una qualche forma di violenza fisica o sessuale nella propria vita sono state 6 milioni e 788.000, il 31,5% delle quali ha tra i 16 e i 70 anni. Questo significa una donna su tre.

Nella maggior parte dei casi, gli aguzzini erano sconosciuti (78%), mentre il 62,7% degli stupri è stato commesso dal partner, attuale o ex.

Il 10,6% delle donne ha sperimentato violenze sessuali entro i 15 anni.

Secondo le parole dell’artista: «Molti considerano la donna una bambola da trattare come un giocattolo e da “buttare via” o maltrattare quando ci si è stufati di lei. Ho scelto la Barbie perché rappresenta la donna da quasi sessant’anni. Tutti la conoscono e si possono riconoscere in lei. Ogni giorno succede qualcosa di negativo alle donne. Con la mia “Barbie tumefatta” voglio risvegliare le coscienze e mandare un messaggio forte capace di arrivare a tutti. La gente ha reagito molto positivamente. Alcuni hanno giudicato l’opera un po’ esagerata, ma molti altri hanno apprezzato».

foto da huffingtonpost.it

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