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Azienda italiana offre 3.000 euro per un posto di lavoro. Ma non ci sono candidati

«Stiamo cercando informatici. E non riusciamo a trovarli». Quando è il lavoro a non trovare giovani.

31 Luglio 2017

L’Italia è in crisi e trovare posti di lavoro sembra essere sempre più difficile. Eppure ci sono casi in cui la situazione sembra ribaltarsi e lo si capisce bene se invertiamo il consueto punto di vista e ci mettiamo nei panni delle aziende in cerca di personale. Una in particolare sembra rivelare una situazione quasi paradossale se consideriamo il contesto lavorativo attuale in Italia: parliamo della Vitale Barberis Canonico, un lanificio in provincia di Biella (esattamente a Pratrivero) che offre ben 3.000 euro al mese a chi coprisse uno dei posti vacanti all’interno dell’azienda. Ma non ci sono candidati.

Eppure la Vitale Barberis Canonico riveste un ruolo di prestigio nella produzione di tessuti Made in Italy: con un fatturato di 150 milioni di euro lo scorso anno, è il principale esportatore a livello mondiale.  

Ma quali sono gli incarichi per cui non si riesce a trovare personale qualificato? «Stiamo cercando informatici – spiega Alessandro Barberis Canonico, durante un intervista per Klaus Davi  – perché sviluppiamo i nostri software all’interno. E non riusciamo a trovarli. E partiamo da cifre di quel livello, anche più alte, come primo impiego, perché è difficile trovare un programmatore capace, bravo sul territorio, disposto a venire in questo settore».

Dunque non un lavoro qualsiasi, né tanto meno sottopagato. Allora come mai non c’è nessuno disposto a lavorare? «Spaventa il manifatturiero – sono le ragioni ipotizzate dall’ingegnere Canonico – e, secondo me, non è solo un problema nostro. Se uno parla di marketing, comunicazione e vendite, diciamo che è molto più trendy. La vecchia tintoria sporca, di macchinari in cui le lavorazioni si facevano a mano, oggi non esiste più. Oggi praticamente c’è gran parte dell’automazione. Questa è l’immagine che forse noi dovremmo cercare di trasmettere ai ragazzi, a cui è rimasta probabilmente l’immagine dei loro genitori».

L’azienda che ha, tra i suoi 1.300 clienti, marchi di alto livello e che può vantare 430 dipendenti, fatica così a trovare la nuova generazione di lavoratori: «Nei prossimi cinque anni – continua l’ingegnere – il 20 per cento della forza lavoro andrà in pensione. Sul territorio ci saranno duemila figure carenti, che andranno formate.»

 

Photo credit: Facebook