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Un diciottenne crea la prima coppa per il reggiseno in grado di rilevare il tumore

Julian Ríos, 18 anni, ha creato Eva Bra: basta indossarlo una volta alla settimana per 60 minuti per diagnosticare gravi malattie

Un ragazzino crea la prima coppa per il reggiseno in grado di rilevare il tumore

A volte un evento drammatico può portare conseguenze a dir poco sorprendenti. È successo a Julian Ríos, un ragazzino 18enne che ha sviluppato il progetto di un reggiseno in grado di diagnosticare il cancro.

Quando Julian aveva soli 8 anni sua madre si è ammalata di cancro, ma per un errore da parte dei medici la diagnosi è stata formulata in ritardo e in modo errato, mettendo a repentaglio la vita della donna. Da allora il giovane ha deciso di rimboccarsi le maniche e di dedicare tutte le sue forze ed energie alla ricerca. Ha contattato i due ragazzi più brillanti che conosceva e con loro ha avviato una società che si serve dell’intelligenza artificiale per diagnosticare e prevenire malattie gravi, tra cui il cancro e il diabete.

Il giovane Ríos ha fondato Higia Technologies poco più di due anni fa, insieme ad Antonio Torres e José Ángel Lavariega. Ora la società vanta un team di 15 persone che lavora tra Città del Messico e Monterrey in Messico, Spagna, Colombia, Cina e Corea. Si tratta di specialisti in biomedicina, intelligenza artificiale, informatica e progettazione industriale, oltre a un team di esperti nello sviluppo di software.

Il primo prodotto creato dall’azienda si chiama Eva Bra ed è una speciale coppa da inserire nel reggiseno che, grazie a biosensori termici, riesce ad analizzare le variazioni di temperatura e a confrontarle con un database per individuare eventuali rischi tumorali. È necessario applicare il dispositivo sul petto una volta alla settimana per 60-90 minuti. Ríos ha venduto il 75 per cento dei 5.000 pezzi realizzati in fase iniziale, a poco più di una settimana dal lancio. Attualmente sta lavorando a stretto contatto con istituti pubblici e privati ​​come l'Instituto Mexicano de Seguro Social, TecSalud e svariate associazioni contro il cancro al seno, ma anche con Apple, Google, compagnie di assicurazione e altro ancora.

L’inventore spiega com’è nata l’idea: inizialmente si pensava di valutare anche la struttura e la colorazione del seno per diagnosticare la presenza del cancro. Andando avanti con le ricerche si è scoperto che ciò che è davvero rilevante è la temperatura. Poi Ríos e gli altri ricercatori hanno scelto di realizzare non un vero reggiseno ma una coppa.

A causa del fenomeno chiamato angiogenesi, la presenza di una massa tumorale provoca maggiore flusso di sangue e ciò fa aumentare la temperatura. Una volta registrata questa, i dati vengono inviati in tempo reale tramite app mobile. Gli algoritmi iniziano a lavorare e si ottiene una valutazione del rischio.

Julian Ríos ha altri progetti in cantiere e dichiara che il suo obiettivo non è solo creare prodotti straordinari, ma portare avanti una società forte, che migliori ogni aspetto della vita quotidiana attraverso la tecnologia e l'intelligenza artificiale.

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