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Milano: vietano l’ingresso in discoteca a una ragazza diabetica

Nella borsa aveva succo di frutta e zucchero, ma il titolare del locale parla di un problema di sicurezza

Vietano l’ingresso in discoteca a una ragazza diabetica

Le misure di sicurezza nei locali sembrano essere sempre più rigide. Ma nessuno avrebbe potuto prevedere ciò che è successo a una ragazza diabetica in un locale di Milano.

M.F., studentessa di 25 anni, aveva in borsa l’occorrente per prevenire eventuali crisi ipoglicemiche, quindi dello zucchero e un innocuo succo di frutta, ma i buttafuori le hanno intimato di buttarli via oppure di tornarsene a casa.

La ragazza spiega come sono andate le cose:

“Ero in discoteca per la festa di laurea di un’amica ma all’ingresso i buttafuori mi hanno fatto problemi perché in borsa avevo tre bustine di zucchero e un succo di frutta. Gli ho spiegato che quelle cose, in caso di crisi ipoglicemica, avrebbero potuto salvarmi la vita. Loro però non hanno voluto sentire ragioni, dicendo che potevo trovarle nel locale”.

A nulla è servito mostrare i certificati medici, e spiegare che in situazioni di emergenza non c’è il tempo necessario per procurarsi tutto l’occorrente per salvarsi la vita. M.F. ha, infine, commentato:

“La cosa che mi ha fatto più male è che, quando ho chiesto cosa avrei dovuto fare, mi è stato risposto: te ne stai a casa!”.

E così è stato: la studentessa e i suoi amici, una quindicina di ragazzi, hanno disertato il locale a causa del brusco trattamento ricevuto.

Tempestive le giustificazioni del titolare della discoteca, che ha dichiarato:

“È solo un problema di sicurezza, purtroppo non possiamo consentire l’ingresso nel locale di sostanze di cui non possiamo accertare la natura, e questo è impossibile da fare su due piedi alla porta. Alla ragazza è stato consentito l’ingresso delle medicine; quanto a zucchero e acqua, invece, è stato spiegato che ne avrebbe potuto avere quanto ne voleva, una volta all’interno. Sono convinto che lei sia in buona fede e non si sia inventata la storia solo per il fatto che non sia stata fatta entrare”.

Quanto alla risposta secca degli addetti alla sicurezza, l’uomo ha ribadito che hanno a che fare con migliaia di persone per cui è difficile gestire le problematiche di tutti. Ma ha sottolineato le sue scuse verso la ragazza dicendo:

“Se qualcuno ha usato toni sbagliati, ammesso che ciò che dice la ragazza sia vero, sono io il primo a scusarmi”.

Episodi come questo ci fanno riflettere su quanto i controlli all’ingresso siano realmente mirati a tutelare la sicurezza dei clienti, o se si tratti solo di un modo per aumentare il fatturato.

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