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"Lasciatemi in carcere, così dimagrisco", l'incredibile richiesta di una carcerata

“Ancora 30 giorni di reclusione e arriverei al mio peso forma” ha dichiarato. Ma il Giudice non è (ovviamente) d'accordo.

Una donna slovena chiede di rimanere in carcere per dimagrire

Che in carcere si facesse la bella vita era un sospetto plausibile soltanto in qualche film comico americano. È vero però che, in situazioni di particolare indigenza, alcuni carcerati abbiano chiesto di rimanere in cella al solo scopo di garantirsi pasti caldi e un letto più o meno comodo su cui dormire.

Di tutt’altro avviso è, invece, una 41enne di Lubiana, alias Branka Virant, in carcere per furto. La donna, che aveva scontato la sua pena e aveva perciò diritto a tornare in libertà, al momento della scarcerazione ha avanzato un’insolita richiesta nei confronti del giudice: restare in cella un mese in più per dimagrire, fino a raggiungere il fisico perfetto che aveva sempre desiderato.

Branka ha dichiarato: «Qui sto benone, le carceri fiumane mi hanno ridato un fisico tirato a lucido, sono dimagrita di ben cinque chili. Ancora 30 giorni di reclusione e arriverei al mio peso forma».

Ma andiamo con ordine e facciamo un passo indietro.

La Virant, che fruisce di un sussidio sociale in Slovenia, lo scorso agosto era stata arrestata dopo aver rubato profumi di lusso, sorpresa dalle videocamere di sorveglianza che hanno ripreso il tutto. Il reato si era consumato in due centri commerciali, per un valore complessivo della merce che si aggira sulle 11mila kune (quasi 1.500 euro). Notando movimenti sospetti, una delle commesse aveva dato l’allarme e allertato la polizia.

Chissà, potremmo supporre che il furto non sia altro che una dimostrazione di quanto Branka consideri importante prendersi cura della propria femminilità, anche attraverso una scorta di eau de parfum.

Le ha risposto Mladenka Paro Rudic, la giudice del Tribunale di Fiume, città in cui la presunta ladra era in stato di carcerazione preventiva da tre mesi. Quest’ultima non ha potuto far nulla per venire incontro alla proposta della lubianese, poichè la legge croata non prevede simili eccezioni:

«Lei è stata arrestata perché accusata di furto in due rivendite per legge, se la sua colpa sarà provata, potrà vedersi comminati fino a un massimo di tre anni di reclusione. Questo significa che la custodia cautelare può durare non più di tre mesi. Dato che lei è stata incarcerata il 19 agosto scorso, dovrà giocoforza uscire dal carcere giudiziario fiumano il 19 novembre, domenica, per poi difendersi a piede libero durante il processo» ha commentato il magistrato.

Nulla da fare, dunque. Se in carcere la donna ha apprezzato la dieta del “pane e acqua”, adesso le toccherà imparare a cucinare. Attendiamo di sapere se proverà anche il metodo Dukan.

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