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Lavoro: il tasso di occupazione delle donne è il più alto di sempre

Secondo i dati Istat, da gennaio la stima degli occupati è cresciuta mentre è diminuita la disoccupazione giovanile

Lavoro: il tasso di occupazione delle donne è il più alto di sempre

Lavoro.

Croce e delizia per tutti.

In questo periodo di crisi trovare un impiego è già di per sé un sogno che si realizza. Spesso però quando poi abbiamo in effetti un lavoro non facciamo altro che lamentarci.

Non siamo mai contenti. E questo già lo sapevamo.

Però ci sono buone notizie per le quali non possiamo non rallegrarci.

E la buona novella ci arriva direttamente dall’Istat.

A gennaio 2018 in Italia è cresciuta la stima degli occupati: +0,1%, pari a +25mila rispetto a dicembre.

La maggior occupazione ha riguardato soprattutto gli ultracinquantenni (+335 mila) ma anche i 15-24enni (+106 mila).

La notizia straordinaria però è il record per il tasso di occupazione delle donne che il più alto di sempre: pari al 40,3%.

In base a quanto dichiarato dall’Istat, l’aumento dell’occupazione è stato caratterizzato da una componente femminile (+0,4%) a fronte di un calo per quella maschile (-0,1%).

Inoltre se il livello di inattività maschile è rimasto invariato al 25,2% quello femminile è sceso al 43,7%.

Possiamo quindi dire che la crisi ha finalmente raggiunto il capolinea?

Un momento. Aspettiamo a cantar vittoria.

È vero che è cresciuta l’occupazione ma soprattutto quella a termine. Come riportato dall’Istat, il numero dei contratti a termine è il più alto di sempre: 2.916.000.

E la disoccupazione?

A gennaio è risalita all'11,1%. Tuttavia non riguarda una categoria in particolare. Ha interessato allo stesso modo uomini e donne di tutte le classi di età.

La nota positiva però c’è anche qui: continua a calare quella giovanile. La disoccupazione degli under 25 è scesa al 31,5% toccando il livello più basso da dicembre 2011.

Il Ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha commentato soddisfatto:

«I dati Istat di gennaio confermano il consolidamento positivo del mercato del lavoro, che dalla metà dello scorso anno si attesta su un numero complessivo di occupati superiore ai 23 milioni, risultato che non si raggiungeva da ottobre 2008. All'aumento degli occupati si accompagna un incremento delle persone in cerca di occupazione con una più consistente diminuzione del numero degli inattivi».

Ed è anche contento per l’occupazione femminile:

 «Significativi il picco raggiunto a gennaio dall'occupazione femminile, al livello più alto da quando esistono le rilevazioni dell'Istat, e la diminuzione del tasso di disoccupazione giovanile che scende di 1,2 punti rispetto al mese precedente, di 6 punti rispetto al gennaio 2017 e di 11,4 punti rispetto al febbraio 2014».

Dopo la legge di bilancio è importante verificare gli eventuali miglioramenti:

«Ci aspettiamo che questi dati migliorino ulteriormente in ragione delle scelte compiute con la legge di bilancio, in particolare per incentivare l'occupazione giovanile stabile, e con la seconda fase del programma Garanzia Giovani rifinanziato con fondi comunitari e nazionali».

Non tutti però sono così ottimisti.

Secondo Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, i dati dell'Istat sono «ancora altalenanti, con luci e ombre» perché variano troppo su base mensile. Inoltre: «il dato dell'occupazione resta pur sempre ai livelli del 2008 e pre-crisi».

E il Codacons è ancor più negativo.

I dati Istat rappresenterebbero una brutta notizia perché riflettono:

«una preoccupante crescita del numero di persone senza occupazione con effetti negativi sull'economia nazionale».

Il presidente Carlo Rienzi ha osservato che in Italia si registra «una preoccupante inversione di tendenza sull'occupazione, fattore che alimenta le preoccupazioni delle famiglie, come attesta il dato sulla fiducia dei consumatori diffuso pochi giorni fa dall'Istat, e ha effetti diretti sulla propensione alla spesa e sull'economia del Paese (…) Se confrontiamo i numeri attuali sulla disoccupazione con il periodo pre-crisi, i risultati sono devastanti: il tasso di disoccupazione è passato infatti dal 6,1% del 2007 all'11,1% di gennaio 2018, con il numero di cittadini senza occupazione che è variato da 1.506.000 del 2007 a 2.882.000 di gennaio, ossia 1.376.000 disoccupati in più in 11 anni».

Insomma non si capisce bene se dobbiamo essere felici o meno.

La cosa migliore è rallegrarci per gli evidenti miglioramenti.

E la maggiore occupazione femminile è sicuramente tra questi.

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