Video intervista

Federico Buffa a 105 Mi Casa: "Muhammad Ali influenzò Mandela, Bill Clinton e molti altri"

Ospite di Max Brigante, a 105 Mi Casa, Federico Buffa racconta il grande campione di boxe e la sua sorprendente vita personale e professionale.


Federico Buffa è stato ospite di Max Brigante a 105 Mi Casa. Con lui, l'argomento di discussione è stato Muhammad Ali e il libro dedicato: "Muhammad Ali. Un uomo decisivo per uomini decisivi". Nel libro, come racconta Buffa, le referenze utilizzate sono diverse perché parla di un uomo che è stato pubblico per 50 anni, uno sportivo che ha una carriera sì limitata, ma una vita condivisa con il mondo molto a lungo.

Campione di boxe, è stato sorprendentemente longevo (è infatti deceduto per morte naturale). Ma la sua longevità è dovuta anche alla sua bravura e alla sua tecnica: era difficile colpirlo. Il suo rapporto tra massa e velocità è il primo a cambiare la storia dello sport, mai un atleta di quelle dimensioni era stato così agile sul ring.

Federico Buffa racconta tutto questo nel suo libro e traspare la sua passione storica per questo uomo e per quegli anni ('60 e '70) che non potranno più tornare. "Che ne sarebbe di lui oggi con la comunicazione integrata?", si chiede. Ma all'epoca, Muhammad era comunque avanti a tutti, perché aveva capito benissimo la comunicazione e la gestualità intorno all'atto sportivo. Iniziò a farlo intorno ai 20 anni in modo del tutto istintivo; seguendo il suo percorso ci si stupisce di quanto fosse ingenuo, in senso buono. E questo carattere lo ha reso l'uomo/mito che è oggi.

Parlando delle sue origini, la famiglia di Muhammad è di normale provenienza. Federico Buffa è riuscito a conoscere il fratello, nei suoi viaggi di raccolta di informazioni e referenze per scrivere il libro e racconta di aneddoti privati e storici.

Il suo primo pugno? Fu dato per il furto di una bici, amatissima perché regalata dal padre. Nel farsi giustizia, si rivolse a un poliziotto per avere aiuto: in caso contrario, avrebbe preso a pugni il ladro. Il poliziotto, curioso, chiese a Muhammad se avesse mai tirato pugni, e al suo no lo invitò a provare questo sport sul ring, il giorno successivo. Da quel momento, nacque un campione.

Il racconto si sposta poi sulla sua conversione all'Islam, avvenuta anche per l'amicizia di Malcom X. In realtà non fu quest'ultimo a spingerlo verso l'Islam, la conversione era un processo già avviato. E nel suo rapporto con il popolo americano e la scelta di convertirsi, c'è da dire che Muhammad fu criticato pesantemente e continuamente. Lui dichiarò la sua conversione il giorno dopo aver vinto il primo titolo mondiale dei pesi massimi, in un momento in cui gli Stati Uniti non erano ancora pronti a vedere un uomo di colore rinunciare al cristianesimo.

E Buffa racconta ancora, nominando Bill Clinton, Mandela e altri importanti uomini dell'epoca che sono stati influenzati da Muhammad Ali. Perché? Scoprilo guardando la video intervista a Federico Buffa, ospite di Max Brigante a 105 Mi Casa!

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