Video intervista

Guè Pequeno a 105 Mi Casa: "Non vedo l'ora di andare in tour"

Il rapper si gode il successo del suo album "Gentleman" e si prepara a tornare in tour in giro per l'Italia. Ma non risparmia, come spesso accade, qualche frecciatina ai colleghi.


Guè Pequeno si è riaccomodato nel salotto on air di 105 Mi Casa per raccontarci la sua estate da protagonista. Nelle classifiche e in radio "Gentleman", il suo recentissimo album uscito a fine giugno, continua infatti a farla da padrone. In questo periodo, Guè è impegnato anche con un tour europeo che si concluderà con gli show di Londra (24 ottobre) e di Barcellona (1° novembre), una sorta di riscaldamento per la nuova tournée, legata al nuovo album, che lo vedrà protagonista in Italia. La partenza è prevista per il 9 febbraio al Fabrique di Milano, data che va già verso il sold-out. Non temete, però: presto verrà annunciata il secondo appuntamento.

E mentre in radio sbarca il nuovo singolo "Guersace", online continua a spaccare "Lamborghini", pezzone di cui Guè ci ha raccontato la genesi: "Non eravamo in studio. Eravamo in un terrazzo a Santo Domingo e avevamo solo un laptop. Registravamo in un appartamento. Stavamo lavorando a un pezzo reggae. Volevo  mettere assieme ancora delle cose. Dissi a Don Joe che mi mancava una base, un pezzo. Me ne fece sentire una e sulla spiaggia, ascoltandola, è partita questa cosa...".

Si intuiva fin da subito che sarebbe stato un pezzo di successo? "C'è il discorso di capire come cambiano i tempi in Italia - ha spiegato il rapper -, cosa è o cosa non è una hit. Dipende da che sensazione hai tu. L'abbiamo fatta e poi è partita. L'abbiamo ragionata un po' con l'etichetta e ho deciso, quasi all'ultimo momento, di inserire Sfera Ebbasta. Ed è venuto fuori questo pasticcio...".

Nonostante le tematiche sempre più esplicite, "Gentleman" è un album che è arrivato a molti: "È bello esistere nel mainstream. Esisto così, senza troppi fuochi d'artificio e senza dare fastidio ad altri. Anche 'Milionario' è un pezzo abbastanza gangsta nel testo, ma allo stesso tempo mainstream. È difficile fare qualcosa su misura, quindi preferisco essere autentico". 

Guè Pequeno, però, è sempre più forte non solo in studio e sul palco, ma anche come personaggio: "Si parla di spettacolo, ma non voglio dire che sono fake. È ovvio che c'è il personaggio. È come quando De Niro interpreta 'Casinò' o Al Pacino fa Tony Montana. Non è che Al Pacino è Tony Montana, ma non è neanche che Al Pacino è un babbo. Così funziona per Cosimo e Guè Pequeno". 

Oltre a quelle già note e citate, ci sono però altri pezzi che il rapper consiglia di ascoltare, come "La Malaeducazione" e "Trentuno giorni". "È un album che mi piace tutto - ha detto - Non vedo l'ora di andare in tour per sentire le canzoni uscire dall'impianto". 

Guè si sente riconosciuto il ruolo di pioniere del rap italiano? "Non è mai abbastanza. Ci vorrebbero le bacchette degli insegnanti degli anni Trenta...", la sua risposta.

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