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Tilda Swinton a 105 Night Express: "'Okya' è stato una rivelazione"

L'attrice britannica è stata ospite di Dario Spada, al quale ha parlato dell'ultimo film presentato recentemente al Festival di Cannes 2017 e del suo rapporto con il cinema


A 105 Night Express spazio al grande cinema! L'attrice inglese Katherine Mathilda Swinton, ma conosciuta dal grande pubblico come Tilda Swinton, è stata ospite nei nostri studi. Reduce dalla presentazione al Festival di Cannes 2017 dell'ultimo film che la vede fra i protagonisti, "Okja", uno dei primi lungometraggi prodotto da Netlflix e, proprio per questo, un lavoro molto atteso, ci è raccontata a 360 gradi, a partire da quest'ultimo progetto. 

Tra i produttori del film diretto da Bong Ju Hoo, però, figura anche la stessa Swinton che ha spiegato a Dario com'è nato tutto.

"L’idea nasce dal regista Bong Ju Hoo che ha un’immaginazione fervida, oltre quello che puoi anche solo pensare, l’aveva in testa già da un po’. Io ho avuto il privilegio di fare già un film con lui, 'Snowpierce'. Prima di collaborare con lui ero già una sua fan. Ci siamo incontrati a Cannes, lui era in giuria e io ero lì con il film We need to talk about Kevin. Abbiamo fatto una colazione insieme, e siamo subito diventati amici. Così mi ha proposto di lavorare con lui e dopo aver girato 'Snowpierce' insieme".

Fu in quell'occasione che il regista le parlò di "Okja", raccontandole la storia che aveva in mente, quella dell'amicizia tra una bambina che vive tra le montagne e uno strano animale frutto di esperimenti genetici, una specie di maiale gigante.

"Mi ha subito parlato di questo progetto disegnando l’immagine di una bambina e di questo enorme maiale. E’ stata una sorta di rivelazione, perché sia io che lui siamo grandi fan di Miyazaki e ho capito che avremmo realizzato un omaggio al regista giapponese".

Non è la prima volta che Tilda Swinton veste i panni della produttrice, oltre che dell'attrice, ruolo di cui si è detta innamorata:

"Per anni ho lavorato a stretto contatto con i registi dei miei film nella creazione e adoro tutto ciò che concerne la produzione, lo sviluppo, la post produzione. Tutto il processo creativo insieme alle persone che diventano parte del tuo gruppo di amici".

E, a questo proposito, ci ha raccontato un aneddoto molto affascinante...

"Mi ricordo una cosa che mi disse Gabriel Beristáin, direttore della fotografia del primo film che girai: 'Caravaggio'. Io ero molto triste l’ultimo giorno di riprese e lui mi disse: 'Non essere triste, un film vivrà per sempre. Quando hai girato un film è come quando inviti gente a cena, le riprese sono la spesa che tu fai al supermercato, ma poi c’è tutto il resto: cucinare, imbandire la tavola, ornare la casa, ecc…' E questo è quello che stiamo facendo adesso con 'Okja'… abbiamo appena dato il via al party".

Tornando, invece, al suo ruolo da attrice in "Okja", la Swinton interpreta un personaggio controverso, vale a dire Lucy Mirando, l’amministratore delegato della Mirando Industries, un grande multinazionale del settore alimentare. Non è la prima volta che interpreta un personaggio "cattivo", ma l'attrice ha confessato di non amare troppo queste parti.

"Devo dire che non sono particolarmente attratta dai ruoli di 'villains', anche se qualcuno li preferisce. E in questo caso non credo che Lucy sia propriamente un personaggio “cattivo”, almeno non più di tanti di noi. E’ semplicemente un po’ fuori di testa. Non solo è insicura, è proprio sbagliata. E’ a capo di una multinazionale tossica, che si spinge oltre la produzione di cibo e queste compagnie esistono davvero. E quando prende il controllo, lei vuole fare la differenza, vuole diventare un personaggio popolare, vuole essere amata dal pubblico e, per farlo, da un’ immagine di se molto ripulita, eco-friendly. Ma quello a cui lei punta davvero è fare soldi".

Al centro di "Okja" ci sono temi molto sociali, come la nutrizione e gli allevamenti intensivi, uno spunto che ha portato a parlare Tilda e Dario della relazione tra uomo e natura.

"La tendenza di questa società è non essere più connessi con molte cose con cui dovremmo tornare a relazionarci. Spesso ci dimentichiamo di essere in primis animali noi stessi, ci dimentichiamo che la natura è tutto quello che abbiamo. Cresciamo con la convinzione che diventando grandi sia giusto abbandonare i nostri ideali, non ci fidiamo più della gente, diventiamo cinici e abbandoniamo il concetto di amore. 'Okja' invece ci dice che è proprio quello che dovremmo tornare a fare. E' la storia d’amore tra una ragazzina e il suo maiale, proveranno a separarli ma lei combatterà per ritrovare il suo animale. E il film è un tentativo elegante di farci capire che dovremmo tornare a connetterci in maniera più profonda gli uni con gli altri, e con la natura. E se mi chiedi cosa penso della situazione legata al cibo oggi, beh tutti siamo spinti a chiudere un occhio su quello che mangiamo. Nel film c’è un dialogo in cui si dice: 'se è economico, lo mangeranno…'. Siamo tutti spinti a dimenticarci che siamo fatti di ciò che mangiamo…"

In passato l'abbiamo vista in film come "Konstantine", lavoro che contenevano tematiche legate alla fantasia, al sogno, al misticismo, alla religione, e "Le Cronache di Narnia", dove invece era presente la magia, spunti che hanno spinto Dario a chiederle in cosa crede.

"Io credo fermamente nel cinema, credo nella fantasia dell’immaginazione umana. Quando scoprii il cinema da ragazzina, sentii che era una cosa che mi apparteneva. Non avrei mai pensato di lavorarci ma adesso… è diventato sempre più bello farne parte. Dal punto di vista di ciò in cui credo, se sono religiosa, beh io credo nella natura. Credo che ci dimentichiamo troppo spesso di quanto la natura sia casa nostra. Io penso che possiamo fare meglio di quello che stiamo facendo adesso. Noi siamo buoni… ma ce lo dimentichiamo".

Netflix, produttore di "Okja", è un po' osteggiata dal mondo cinematografico più classico.

"Io credo che l’importante non sia il mezzo, ma il contenuto. L’arte può essere condivisa in qualsiasi modo, basta che raggiunga il suo scopo, ovvero emozionare il pubblico. Io per prima sono una di quelle che vorrebbe poter vedere molti più film al cinema, sul grande schermo. Ma come la maggior parte di noi viaggio spesso e spesso mi ritrovo a fruire dei contenuti magari a letto o in aereo. Io, per la mia esperienza, posso dire che se un film è prodotto, girato, studiato nel modo giusto, quello cinematografico, non perderà granché se lo vedrai su un iPad o da qualche altra parte. Questa cosa non vuol dire assolutamente che smetteremo di avere voglia di andare al cinema, di condividere le emozioni in una sala al buio con estranei ed immergerci nella magia del cinema. E se pensiamo all’evoluzione del cinema negli ultimi anni, l’introduzione delle videocassette, e poi dei dvd, non hanno allontanato la gente dal cinema, anzi… hanno creato ancora più appassionati che grazie a questi mezzi hanno potuto entrare ancora più in contatto con i film che amavano, guardandoli più e più volte.

Al Festival di Cannes 2017 la controversia tra il mondo del cinema e la piattaforma si è però accentuata.

"E' un festival, come gli altri, fatto non solo per presentare i film, ma anche per discutere dell’industria del cinema. Non solo guardando al presente ma anche al futuro. E non c’è posto migliore per affrontare l’argomento Netflix e 'Okja', e il fatto che grazie a questo modo di fruire del contenuto milioni di persone che, non avrebbero potuto vederlo al cinema, potranno farlo a casa loro. 'Okja' esiste solo grazie a Netlix. Il regista Bong Joon Ho lo ha proposto a tutti i più grandi studios che lo hanno rifiutato. L’unico ad accettare è stato Netflix! Dando massima libertà".

Un entusiasmo per il cinema che Tilda ha poco dopo ribadito quando Dario le ha chiesto se c'è qualcos'altro che le piacerebbe fare. 

"Non ho fatto molto teatro a dire il vero, l’ho fatto nel passato ma non mi sento un animale teatrale. Io sono onesta, amo la mia vita. Non avrei mai pensato per esempio che avrei fatto un film con Bong Jun Hoo che sarebbe stato distribuito nel mondo in un unico giorno da Netflix, eppure è successo. Semplicemente seguo il mio istinto e soprattutto i miei amici. Io amo lavorare con gli amici".

Parlando di amici, "Okja" ha un cast pazzesco, che include Jake Gyllenhaal, Paul Dano, Lily Collins e Giancarlo Esposito, oltre alla sudcoreana Ahn Seo-hyun...   

"(Lavorare con loro) è stato come un campo estivo, abbiamo girato in tre località molto diverse: Sud Corea, New York e Vancouver. Un’allegra brigata diretta da un regista che è così giocoso e anche selvaggio, ma sa perfettamente cosa vuole. Ha il film che frulla nella testa in continuazione e ti chiede una mano a tirarlo fuori. E la consapevolezza che lui avesse tutto sotto controllo, ci ha reso del tutto liberi e sereni".

Infine, un pensiero per il nostro Paese, dove Tilda è stata diversi mesi, in particolare a Milano, per le riprese del film "I am love", girato interamente a Villa Necchi.

"Il mio attaccamento ai luoghi è dettato dagli amici che ho in quei posti. In Italia ho tanti amici, in particolare Luca Guadagnino con cui spesso ho lavorato (ad esempio nel recente film 'A Bigger Splash' ndr) e ci vediamo, non solo in Italia ma ovunque anche grazie alla tecnologia. Per cui il mio attaccamento a Milano lo devo a lui!".

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