105 Night Express

Francesco Motta presenta "Vivere o morire": "Per me scrivere canzoni è una terapia"

Dopo il fortunato esordio discografico con "La fine dei vent'anni", il cantautore ha pubblicato il suo secondo album. Ne ha parlato a Dario Spada!


"Ci ho messo più o meno 30 anni per scrivere questo disco". È con questa frase che Francesco Motta, da tutti conosciuto semplicemente come Motta, ha sintetizzato perfettamente quanto di se stesso ha messo nel nuovo disco. Lo ha fatto a 105 Night Express con Dario Spada proprio nel giorno in cui "Vivere o morire", questo il titolo dell'album, è uscito. Arriva a due anni di distanza da "La fine dei vent'anni" grazie al quale si è aggiudicato la Targa Tenco 2016 nella categoria "Opera prima" e si è conquistato un grande seguito. 

Registrato tra la sua casa di Roma e New York, in uno studio utilizzato in passato da alcuni grandissimi della musica come Jimi Hendrix e Keith Richards, "Vivere o morire" è un disco molto ficcante, a partire dal titolo: "Io la mia scelta l'ho presa" - premette il cantautore pisano (ma di origini livornesi e tifoso della fiorentina) - "È come se con 'La fine dei vent'anni' avessi descritto un bivio che avevo davanti. In qualche modo, con questo disco, faccio capire la scelta che ho preso", ha spiegato Motta a Dario Spada. 

Scritto con Pacifico, definito "il suo psicologo", questo secondo album lo ha visto attivo anche in sede di produzione: "Ci ho messo ancora di più la faccia". Nove canzoni per le quali ha scavato molto nel suo passato: "È stata dura. per me scrivere canzoni è tutto, ma non è assolutamente divertente. Però ti assicuro che è divertentissimo finire i dischi. Ci sono canzoni per le quali sono andato a cercare cose della mia vita che avevo fatto finta di non vedere. Per me è anche una terapia scrivere canzoni".

Una di queste è "Chissà dove sarai", definita da Dario Spada "un pugno sullo stomaco": "Stanno arrivando tanti feedback su quella canzone. Mi sono accorto che questa cosa succede quando vado molto sul personale. Anche perché, secondo me, il peggior modo per arrivare alle persone è cercare di arrivare alle persone". 

Il suo stile è sempre diretto e non cerca compromessi: "Mi fa pure piacere che ora stanno iniziando ad arrivare degli hater. Sono divertenti, anche se nel mio caso sono abbastanza innocui. In ogni caso, questo disco mi rappresenta talmente tanto che se a qualcuno non piace è come se mi dicesse 'non mi piace che ti chiami Francesco Motta'". 

Motta sarà in tour a maggio con quattro date: il 25 all'Atlantico a Roma, il 28 all'estragon a Bologna, il 28 all'Obihall a Firenze e il 31 all'Alcatraz a Milano. 

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