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Giorgio Moroder a 105 Friends: Brian Eno disse ‘Il tuo è il suono del futuro’

Tornato dopo 30 anni di lontananza dalle scene, il leggendario musicista e produttore altoatesino ha lanciato il suo nuovo album “Deja Vu”, in uscita il 16 giugno.

Giorgio Moroder a 105 Friends: Brian Eno disse ‘Il tuo è il suono del futuro’

Giorgio Moroder a 105 Friends: Brian Eno disse ‘Il tuo è il suono del futuro’.
Comunque venga pronunciato il suo cognome, lui è stato ed è un vero pioniere, il pioniere della “disco music” e della musica elettronica. In onda con Tony & Ross in una puntata specialissima di 105 Friends, questo genio visionario della scena internazionale ha parlato (in italiano, la sua lingua madre, proprio come il tedesco) praticamente di tutto.

Ricordando le tappe salienti della sua carriera incredibile, episodi che per il suo pubblico di ieri e di oggi rappresentano le fasi di una rivoluzione musicale che ha cambiato per sempre il destino della musica, del grande cinema, della cosiddetta “club culture” e del pop.
A 75 anni e con quasi 50 anni di successi alle spalle, Moroder si appresta ad affrontare il futuro con un nuovo album in uscita il 16 giugno, “Deja Vu”, e con lo spirito di un giovanotto. “Sai Ross quel pezzo che ho fatto ‘74 is the new 24’ (“74 è il nuovo 24”, ndr)”, ha scherzato Moroder onair, “Be’ adesso io ho 25 anni però ne dimostro 75”.
“Deja Vu” evocherà come sempre, lo dimostra il primo singolo con Kylie Minogue già in alta rotazione su 105, le sonorità che l’hanno reso celeberrimo, quel miracolo elettronico compiuto con un sintetizzatore negli anni Ottanta in Germania, quasi per caso.

Moroder ha evocato Michael Jackson, incontrato più volte, ma con il quale non ha tuttavia mai concretizzato alcuna collaborazione; ha poi ricordato l’inizio del sodalizio artistico con il mito Donna Summer e il processo creativo grazie al quale nacquero hit come “Love To Love You Baby”; ha citato il grande Brian Eno, che dopo averlo ascoltato, oltre trent’anni fa, profetizzò che il suo sarebbe diventato “il suono del futuro”; infine, ha svelato i retroscena del suo ritorno sulle scene internazionali sulla scorta della collaborazione-tributo dei Daft Punk, nel 2013. 

Il ritorno di Giorgio Moroder, la leggenda della “disco”
“Il mio nome è Giovanni Giorgio, ma tutti mi chiamano Giorgio”. E’ con queste parole che, nel 2013, l’illustre Giorgio Moroder introdusse il brano a lui dedicato (“Giorgio by Moroder”) dai Daft Punk nel bestseller pluripremiato Random Access Memory. Quella canzone incredibile dominata dalla sua narrazione autobiografica segnò il ritorno sulle scene di questa leggenda vivente della musica, pioniere della “disco music”, della “dance” e della rivoluzione elettronica europea che, nel corso della sua luminosa carriera, ha firmato infinite produzioni entrate nella storia del pop. Originario di Ortisei, Moroder ha dato inizio alla sua carriera nella seconda metà degli anni Sessanta a Berlino, epicentro delle avanguardie musicali dell’epoca.

Da quegli anni, la sua ascesa all’olimpo del music biz è stata inarrestabile, complici l’originalissimo sound dei suoi album, le hit firmate per numerosi giganti della scena internazionale e naturalmente le sue colonne sonore ancora oggi di culto. Qualche esempio? Il fortunato e prolifico sodalizio artistico con la regina della disco Donna Summer, con la quale conquistò i vertici delle classifiche globali sulla scorta di successi del calibro di “I Feel Love”, “Love To Love You Baby” e “Hot Stuff”; le hit firmate per Elton John, Chaka Khan, la giovanissima Janet Jackson alla sua seconda prova discografica dopo l’esperienza nel set di “Saranno Famosi”, David Bowie, Nina Hagen e Freddie Mercury; le colonne sonore di pellicole che hanno fatto epoca, come “Flashdance” (sua la celeberrima “What A Feeling”, cantata da Irene Cara), “American Gigolò” (“Call Me” dei Blondie), “Scarface”, “Top Gun” (“Take My Breath Away” dei Berlin), “Rambo III”, “La storia infinita” o “Beverly Hills Cop II”. Ma la saga continua, perché dopo una lunga assenza dalle scene, Moroder è tornato.

E il 16 giugno arriverà il suo nuovo album “Deja Vu”, disco preceduto dalla title track e dal singolo “Right Here, Right Now”, interpretato da Kylie Minogue. “Deja Vu” conta dodici canzoni nuove di zecca affidate a numerosi voci della scena pop/dance contemporanea, la nuova scuola, come direbbe Moroder. Sono Britney Spears, che intona la cover di un classico di Suzanne Vega, “Tom’s Diner”, Sia, le giovani leve del pop Charlie XCX e Foxes, il fenomeno Mikky Ekko e la diva r&b Kelis. L’ultimo album di Moroder con il suo storico partner Philip Oakey, per intenderci l’ex frontman dei maghi del synth-pop Human League, risale al 1985, cioè a 30 anni fa. Ora però, è tempo di tornare sotto i riflettori.

E così sarà, garantito. “Sono molto eccitato per la realizzazione di questo mio primo disco dopo 30 anni”, ha spiegato Moroder, “Sono molto felice di aver avuto la possibilità di lavorare con così tanti grandi e talentuosi artisti per il mio nuovo disco. Questa è dance music, è disco, è elettronica ed è qui per voi. Quando l’ascolterete avrete un ‘Deja Vu’”.

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