2008 - Primo tour in nord America e primo show a Verona

Il 2008 è un anno molto importante per Elisa: parte per il suo primo tour in nord America, pubblica il suo primo libro e si esibisce per la prima volta all'Arena di Verona.


Il 2008 è l’anno delle prime soddisfazioni americane per Elisa. A luglio esce Dancing, una raccolta dei suoi successi pensata per il pubblico nordamericano (ad agosto uscirà anche in Canada). L’apripista è Dancing, una canzone che il pubblico d’oltreoceano aveva imparato ad amare come colonna sonora di So You Think You Can Dance. Nella tracklist ci sono sedici pezzi, tra cui Broken, Rainbow, una cover dei Rolling Stones (Wild Horses) e una di Leonard Cohen (Hallelujah). La raccolta è un successo: a fine anno sarà addirittura il quinto miglior album del 2008 secondo i lettori di Billboard (meglio di titoli come Chinese Democracy dei Guns N’Roses, di I am... Sasha Fierce di Beyoncé, di Heavy Rotation di Anastacia).

Dopo l’album, arriva anche la tournée, sedici concerti in autunno tra Stati Uniti e Canada, anticipati da due date sold out in primavera al Joe’s Pub di New York, una delle porte più nobili attraversate dai musicisti europei per arrivare al pubblico americano più raffinato: qui hanno suonato Adele, Elvis Costello, Ute Lemper. Elisa si esibisce poi a Montreal, Boston, New York (dove suona al Bowery Ballroom), Philadelphia, Chicago, Denver, Salt Lake City, Los Angeles, San Francisco. Ultima data a novembre in un’altra città leggendaria per la musica americana, Seattle. Nelle scalette di quel tour i pezzi di Dancing, ma anche successi italiani come la sua cover di Almeno tu nell’Universo e Luce. E, come regalo ai fan americani, anche una dolcissima cover di Mad World dei Tears for Fears e una grintosa di Mercedes Benz di Janis Joplin. Non è facile cantare Janis Joplin agli americani, Elisa ne esce ogni sera tra gli applausi.

Ma non c’è solo l’America nel 2008 di Elisa. A maggio esce per Rizzoli Un senso di me, un libro / diario, un viaggio nel suo mendo interiore, un backstage di quella prima fase della sua carriera, con foto, disegni, racconti inediti che vanno dal primo provino con Caterina Caselli («Ero emozionata, avevamo veramente tanta paura», scrive Elisa nel libro) al tour del 2007. E poi c’è quell’Arena di Verona nel suo destino, dove il 12 settembre prossimo tornerà per tre serate. Nel 2008 fu la prima donna a esibirsi da sola all’Arena, è il Mechanical Dream Tour, Elisa sale sul palco sulle note di Stay ed è subito amore, con quella cornice e quel pubblico. Una scaletta da 24 canzoni, che si chiude con il bis di Gli ostacoli del cuore e che passa anche da una difficile ma riuscita cover di Wuthering Heights di Kate Bush. Lo show è così bello che la Sovrintendenza dell’Arena di Verona lo premia come miglior spettacolo non lirico del 2008.

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