2014 - La lunga strada fino a New York

Dall'Italia a New York e un'Elisa privata che si racconta in un'intervista

Nel 2014, Elisa porta in giro per lItalia Lanima vola, il suo album uscito lanno precedente, il primo della sua carriera interamente in italiano. La risposta, come nel caso dellalbum (disco di platino) è entusiasta. La tournée parte il 5 marzo a Conegliano, in Veneto, e si chiude a settembre, con una bellissima festa allArena di Verona. In questo tour Elisa colleziona un sold out dietro laltro. Durante i concerti, Elisa è vicina al pubblico come mai nella sua carriera, grazie a un palco che la porta letteralmente in mezzo alla folla. Ci sono anche tanti ospiti nei suoi concerti. Al PalaGeorge di Brescia sale sul palco con lei Francesco Renga, allUnipol Arena di Bologna c’è Giuliano Sangiorgi dei Negramaro. Questa data viene così bene che diventerà anche il Dvd concerto delledizione deluxe di Lanima vola, che esce a novembre.

Il tour ha anche una «coda» più intima, Lanima vola Live in the clubs, una serie di dieci date in locali più piccoli. Questa seconda parte del tour la porta anche dai suoi fan nelle capitali europee: Elisa suona in Spagna, Francia, Svizzera, Inghilterra e Belgio. Nel 2014, Elisa si toglie anche una soddisfazione che è riservata a pochissimi: cantare al Madison Square Garden Theatre di New York. A invitarla è stato Zucchero, in giro per il mondo con il suo Americana Tour. Lo stesso Zucchero che era stato così importante nella sua carriera, da co-autore di Luce (Tramonti a nord-est), il brano con il quale Elisa vinse il Festival di Sanremo. In autunno, stavolta è lei a tenere a battesimo i primi passi della carriera di un giovane artista, duettando con Fedez per luscita del suo Pop-Hoolista.

A fine anno, Elisa si confessa in una lunga intervista a Repubblica, nella quale parla anche dellimmagine un po’ «grunge» che aveva agli inizi della sua carriera: «Avevo gli anfibi e le All Stars, ma nell'armadio tenevo delle scarpe con dei tacchi che probabilmente non riesci nemmeno a immaginare! Non le mettevo in circostanze, come dire, 'pubbliche'. Questa mia ritrosia era legata al fatto di non volermi esporre in quel modo: la mia sensualità era una cosa privata. Non ero disposta a mostrare altro che non fosse la mia musica. Forse allora non ero pronta». In questa intervista, Elisa parla anche del passaggio dall’inglese all’italiano: «Io non faccio paragoni tra le due cose: è come se avessi fatto prima l'una e poi l'altra, per poi tornare all'inglese. Quando mi sono buttata con l'italiano ho dovuto abbandonare il mio spirito critico: altrimenti non sarei riuscita a produrre una cosa libera, vera. Pensare a cosa può dare l'uno e togliere l'altro mi castra. Non ci penso e basta, mi sono proiettata su un altro binario, ho cominciato un altro viaggio. Credo ci siano due 'Elise' con uno stile diverso ma non necessariamente in contrasto. È solo un'altra sfaccettatura di me. Questo l'avevo messo in conto».

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