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Skunk Anansie: “Anarchytecture”, la nuova bomba rock di Skin & co.

Il video di “Love Someone Else”, la video intervista alla rockband inglese a 105 Mi Casa, l’esclusiva photogallery e la chance di vincere il nuovo album in Cd.

Skunk Anansie: “Anarchytecture”, la nuova bomba rock di Skin & co.

“Anarchytecture”: il ritorno degli Skunk Anansie è servito. L’Italia, si sa, è sempre stata un po’ la loro seconda casa. Lo dimostrano l’attenzione che il pubblico nostrano ha riservato alla rockband britannica negli ultimi 20 e, più recentemente, a Skin, ormai un astro nascente del piccolo schermo. E’ infatti sulle ultime battute della sua stagione in Tv che Deborah Dyer, questo il vero nome della cantante, si è riunita ai fedeli compagni d’avventura nel rock, Cass, Ace e Mark Richardson, nel lancio della loro sesta fatica in studio intitolata “Anarchytecture”, già un bestseller nel nostro Paese anche nell’edizione in vinile. Un bestseller con una copertina tutta italiana, farina del sacco di No Curves, visionario street artist già piuttosto noto qui da noi, che presto, complice questo ennesimo successo della rockband britannica, potrebbe conquistare nuovi fan Oltremanica, specialmente tra gli addetti ai lavori.

Skin: “(Oggi) Sono molto felice”. E’ sulle note di un singolo esplosivo, “Love Someone Else”, uno dei tormentoni di questa stagione musicale, che gli Skunk Anansie hanno consumato il loro ritorno sulle scene. “E’ un grande momento, sono molto felice”, ha confermato Skin in diretta con Max Brigante su Radio 105, “(Il disco) arriva dopo il periodo di XFactor che è stato piuttosto estenuante”. “Anarchytecture”, rilanciato in questi giorni dal secondo singolo, la ballata intitolata “Death To the Lovers”, è stato realizzato Oltremanica sotto l’egida del produttore Tom Dalgety e cementa quel connubio di rock muscolare ed elettronica che Skin e compagni hanno iniziato ad esplorare nel 1999, quattro anni dopo il loro debutto, con il brano di apertura del terzo album “Post Orgasmic Chill”, un disco indimenticabile. “In ‘Charlie Big Potato’ ha spiegato Skin - era la prima volta che utilizzavamo l’elettronica in modo così importante con quel sound quasi drum’m’bass”. Insomma, oggi come ieri, gli Skunk Anansie sono ancora gli alieni del rock europeo - “le cose che ti fanno etichettare come diverso, ha detto la rockstar, sono le stesse cose per cui la gente finisce per l’amarti” - e Skin è ancora la paladina del “clit rock”, termine che lei stessa scelse in contrapposizione al predominio dei maschi in questo universo musicale.

L’elisir di lunga vita degli Skunk Anansie? lo ha svelato lei, l’eccentrica Skin: “Non è comune essere in una band per oltre 20 anni, e non soltanto suoniamo insieme, ci sentiamo come una famiglia. C’è molto amore in tutto questo. Abbiamo una fan-base straordinaria, sia nel nostro paese sia all’estero, che ci spinge a continuare il nostro lavoro, a registrare e ad andare in tour”. Detto, fatto: il prossimo appuntamento con gli Skunk è dal vivo, il 17 febbraio all’Alcatraz di Milano, quando Skin & co. torneranno a esibirsi in un concerto andato sold out in meno di 24 ore.

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