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Totò Schillaci a Europei Everyday: “Conte ha fatto dei miracoli”

In diretta con Gli Autogol su Radio 105, il grande campione ha ricordato Italia 90 e i momenti più importanti della propria carriera raccontati nel libro autobiografico “Il gol è tutto”.


Totò Schillaci si racconta nel libro “Il gol è tutto". Classe 1964, Salvatore ‘Totò’ Schillaci è una gloria del calcio italiano e internazionale. Indimenticabile il suo exploit a Italia 90, quando guadagnò i titoli di capocannoniere e di miglior giocatore dei Mondiali in cui gli Azzurri si qualificarono al terzo posto, dopo la Germania e l’Argentina. Nel corso della sua lunga storia calcistica, Schillaci ha giocato come attaccante nel Messina, nella Juve, nell’Inter e nel Jùbilo Iwata, in Giappone. Dopo il suo ritiro, ha fondato il centro sportivo per giovani Louis Ribolla, a Palermo, è diventato il presidente della squadra dilettantistica US Palermo, e, vissuta l’esperienza all’Isola dei Famosi, nel 2004, ha lavorato anche in alcune fiction per la Tv. Ma nel suo cuore c’è sempre stato il calcio.

Oggi è in libreria “Il gol è tutto”, autobiografia - scritta dal campione con Andrea Mercurio e introdotta da una prefazione del suo amico Edoardo Bennato - che ripercorre la carriera di questo fenomeno del pallone, l’unico che quando segnava sotto lo sguardo del mondo sgranava gli occhi tradendo lo stupore per un risultato conquistato grazie a una vita di sacrifici e passione. “Io e Andrea Mercurio (coautore del libro, ndr) ci siamo incontrati su Facebook un anno fa”, ha raccontato Schillaci in diretta su Radio 105, “e lui mi ha detto che la mia storia era molto interessante. Così ho deciso di raccontarla. Ci sono due aspetti fondamentali nel mio libro: uno è che per un attaccante fare gol è importante, permette di andare avanti, arrivano il successo, la Nazionale, i contratti, insomma tutto, e l’altro è che vivendo in quartiere come quello in cui sono cresciuto io, è per la mia grande passione per il calcio che non mi sono fatto trasportare dalla delinquenza, e per me questo è un gol”.

La Nazionale di Conte “ha una grande difesa”, ha spiegato Schillaci su Radio 105. “Io ho sempre detto attraverso i giornali che molte società di serie A pensano solo alla fase offensiva, quando i campionati si vincono all’ottanta percento in difesa . E l’Italia ha una buona difesa, è il reparto difensivo della Juve. Conte secondo me ha fatto dei miracoli anche perché, con tutti questi stranieri che abbiamo, non si valorizzano i nostri giocatori e a risentirne è la Nazionale”.

Nel 90 il calcio contava ancora”. In onda con Gli Autogol, Totò Schillaci ha evocato gli anni d’oro della propria carriera e del calcio italiano. “Nel 90 il calcio contava ancora”, ha ricordato, “C’erano Maradona, Baresi e tanti tanti calciatori, e io facevo parte di questo gruppo fortissimo. Per me era, come dire, ‘Vado lì e vediamo come va, ci provo’. Durante la preparazione dei Mondiali del 90 ho cercato anche di mettere in difficoltà il CT Vicini e ci sono riuscito perché mi ha mandato in panchina, dove, egoisticamente io ‘gufavo’. Speravo che (i miei compagni) non segnassero nel primo tempo e quindi nel secondo tempo Vicini si è rivolto verso la panchina e mi ha detto ‘Riscaldati’. E’ stata una doccia fredda”. Il resto è storia..

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