Site icon

TUTTO NEWS

1 aprile 2026, Pesce d’Aprile: perché si fanno gli scherzi?

Perché diciamo "pesce d'aprile" e perché ci divertiamo a fare gli scherzi?

#image_title

Ti sei mai chiesto perché proprio il primo aprile ci divertiamo a prenderci in giro? Il motivo è più semplice di quello che sembra: tutto sta nel modo in cui i pesci “abboccano” all’amo. Chi subisce lo scherzo, infatti, è proprio come un pesciolino che si fida dell’esca e finisce per farsi fregare.

 

Chi ha iniziato?

Non è affatto una moda moderna, anzi. Pare che già nell’Antico Egitto ci si divertisse in questo modo. La storia racconta un episodio molto buffo tra due personaggi famosissimi: Marco Antonio voleva fare il “fenomeno” con Cleopatra durante una gara di pesca. Per non fare brutta figura, chiese a un servo di immergersi e attaccare un pesce enorme al suo amo di nascosto.

La regina però non era tipo da farsi raggirare: capì subito il trucco e decise di rispondere con uno scherzo ancora più grande, facendogli trovare appeso alla canna da pesca un pesce finto.

Anche nell’Antica Roma non erano da meno. Subito dopo le Idi di Marzo, i contadini si riunivano per celebrare la natura tra canti e balli. In queste occasioni, il gioco preferito era proprio quello di inventare piccoli inganni e scherzi per ridere insieme agli amici e ai vicini di casa.

 

Lo scherzo arriva in Italia

In Italia questa usanza è arrivata molto più tardi, tra il 1860 e il 1880, partendo da Genova. All’inizio non era per tutti: si trattava di un’abitudine che arrivava dalla Francia e che piaceva soprattutto alle persone più ricche e nobili.

Ma la voglia di fare due risate alle spalle degli altri è contagiosa, e ci è voluto un attimo perché la tradizione uscisse dai palazzi nobiliari per finire nelle strade. Da Genova, l’idea di festeggiare il 1° aprile si è diffusa in tutto il Paese, diventando l’appuntamento fisso che conosciamo oggi, dove l’unica regola è stare attenti a non “abboccare”.

 

(Credits: Getty Images)

Exit mobile version