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Parlare da soli non è sinonimo di follia

Questa attività, secondo la psicologa Paloma Mari-Beffa dell’Università di Bangor, nel Regno Unito, sarebbe anzi utile a mantenere il cervello in forma

9 Maggio 2017

Parlare da soli è il primo indizio che la sanità mentale comincia ad abbandonarci? Nonostante le convinzioni popolari diffuse sull’argomento, la risposta è no. Almeno secondo la psicologa Paloma Mari-Beffa dell’Università di Bangor in Gran Bretagna: per la studiosa, questa attività apparentemente bizzarra sarebbe, invece, un modo per tenere in forma il cervello, migliorando autocontrollo e attenzione.

Effetti benefici

La psicologa, in un articolo pubblicato su “The Conversation”, distingue tra il dialogo interiore e l’abitudine a riflettere ad alta voce. In entrambi i casi, anche se in modi diversi, ci sarebbero benefici sulla mente e un generale benessere psichico. Il dialogo interiore è un comportamento salutare perché rafforzerebbe l’autocontrollo permettendo di organizzare i propri pensieri, gestire le emozioni e pianificare le azioni, oltre a rappresentare un buon esercizio per la memoria. Parlare da soli ad alta voce sarebbe invece sinonimo di un cervello che lavora a pieno regime: può infatti capitare che venga attivato un comando motorio che porta a muovere le labbra e quindi a verbalizzare in maniera udibile pensieri che prima restavano silenziosi nella mente.

Controllo e concentrazione

Coerentemente a queste considerazioni è stato dimostrato proprio da una ricerca dell’Università di Bangor che la lettura ad alta voce migliorerebbe concentrazione e performance. Inoltre, i comandi vocali sarebbero più efficaci di quelli scritti nel controllo dei comportamenti. Ecco perché capita spesso, ad esempio, che molti atleti si incitino a voce alta al culmine della loro prestazione.